Consulta boccia referendum Jobs Act, soddisfatti Guerini, Librandi, Rabino. Camusso ricorre

11 gennaio 2017 ore 16:44, intelligo
Consulta boccia referendum Jobs Act, soddisfatti Guerini, Librandi, Rabino. Camusso ricorre
Soddisfazione da parte di chi al Jobs Act ha contribuito appoggiando le riforme e credendo in una possibile svolta nel mondo del lavoro. Alla fine il referendum sull’art.18 non si farà. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito che la Cgil aveva sollevato raccogliendo nei mesi scorsi ben 3,3 milioni di firme.
Si ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore, ma c'è tempo per le modifiche legislative entro la primavera. "Prendiamo atto con rispetto e grande soddisfazione - ha dichiarato il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini - del pronunciamento della Corte Costituzionale sui quesiti referendari. Ciò consente di proseguire, senza cesure, il percorso di riforma del mercato del lavoro, per migliorarne le condizioni nei confronti dei lavoratori rendendolo, nel contempo, più efficiente". 

Per Gianfranco Librandi di Civici e Innovatori "la Consulta ha giustamente dichiarato l'inammissibilità del quesito referendario sul Jobs Act riconoscendo la solidità della riforma del governo Renzi. Grazie al Jobs Act sono stati creati migliaia di posti di lavoro e altre centinaia di migliaia se ne creeranno". Librandi inoltre non rinuncia a una stoccatina alla Camusso: "La stessa Cgil -aggiunge- come emerge dalle cronache di questi giorni, sta approfittando dei benefici di questa legge che va implementata e non certo abolita".
Consulta boccia referendum Jobs Act, soddisfatti Guerini, Librandi, Rabino. Camusso ricorre
La conslusione è più "sgravi fiscali per le assunzioni per consolidare la ripresa dei posti di lavoro" e la crescita è davanti a noi. 

Anche Mariano Rabino, portavoce di Sc-Ala, accoglie con sollievo la notizia che la riforma del lavoro non rischierà di essere snaturata. Con la sentenza della Consulta, che boccia il referendum della Cgil sull'art. 18, speriamo possa essere scritta finalmente la parola 'fine' dopo le pretestuose polemiche che hanno accompagnato una delle riforme più 
significative del governo Renzi; un provvedimento equilibrato e lungimirante per avere un Paese più moderno, più efficiente e più libero".
Per i voucher c'è tempo perchè vengano "regolati con l'attenzione rivolta ad arginare quelle strumentalizzazioni e storture di utilizzo che purtroppo abbiamo constatato". 

Ma il segretario generale Cgil, Susanna Camusso "barcolla ma non molla" e avverte tutti: "Nessuno pensi che questa battaglia è finita, va continuata e continuerà. (...) Valuteremo tutte le possibilità, compresa quella di un ricorso alla Corte Ue sulle norme sui licenziamenti. A chi pensa che ora tutto andrà avanti come prima dico chenon devono dormire sonni tranquilli: per noi i comportamenti illegittimi devono essere sanzionati". D'altra parte, annota ancora Camusso, "non ricordo precedenti di analoga quotidiana pressione rispetto a come si sarebbe dovuto decidere, così come vorremmo dire che è stato dato per scontato che era dovuto l'intervento del governo tramite l'Avvocatura dello Stato: non era dovuto è stata una scelta politica e da questa scelta e dalle memorie presentate noi partiremo nel valutare il senso ed il segno delle intenzioni del governo".

autore / intelligo
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