Resa dei conti nel Pdl del post-Alemanno. Piso e Augello le prime teste?

11 giugno 2013 ore 13:04, Francesca Siciliano
Resa dei conti nel Pdl del post-Alemanno. Piso e Augello le prime teste?
Mentre Ignazio Marino festeggia, Gianni Alemanno (e il suo entourage) fanno i conti con la realtà. Nonostante ieri a meno di due ore dalla chiusura delle urne il sindaco uscente abbia dichiarato   di prendersi tutta la responsabilità della sconfitta, oggi -, nel day after per eccellenza -  qualche testa potrebbe “saltare”.
In pole per la “decapitazione” i quadri del comitato promotore di Alemanno Sindaco: da Andrea Augello a Mauro Cutrufo, da Barbara Saltamartini... a Vincenzo Piso, già coordinatore Pdl del Lazio ai tempi della mancata presentazione delle liste regionali del 2010 (e miracolato, visto che anche lo strappo con i finiani non era stato consumato). All'epoca, infatti, il vento per il centrodestra era favorevole: l'ottima vittoria alle politiche trainò anche Renata Polverini alla Regione – nonostante non fosse sostenuta dal Pdl e stesse sfidando la “mitica” Emma Bonino – che seppur di poco ottenne lo scranno più alto della Pisana. Vittoria di Pirro, si dirà col senno di poi viste le dimissioni anzitempo, ma in quei giorni era tutto un fioccare di bravo-bravissimo a chiunque sfoggiasse anche solo la spilletta (tipo club di Topolino) del Pdl e fosse parte integrante della macchina da guerra targata Arcore. Oggi le cose sono un po' cambiate. La caduta di Berlusconi sotto i colpi dello spread, l'avvento di Monti, l'emorragia del Pdl e il ritorno del Cavaliere a farlo risorgere dalle ceneri, comunque non sono serviti. Se è vero che il giaguaro a febbraio non è stato smacchiato, è pur vero che il Pdl ha perso le elezioni (di 130mila voti, sì, ma a contare sono i numeri non il distacco). I sondaggi (della Ghisleri) del post-voto e del post-governissimo sembravano aver ridato ossigeno al partito di Berlusconi, ma le amministrative dello scorso week end hanno segnato il de profundis pidiellino, ex An compresi (quei pochi rimasti e che Berluscon è comunque riuscito a mettere nell'angolo). E mentre oggi più che mai si riapre il dibattito tutto interno al Pdl (ex forzista) di quanto il Cavaliere in prima persona sia indispensabile per sbancare, dal lato ex An ci si interroga se restare o meno in quel partito di cui sembrano essere ospiti non graditi. Augello in primis, seguito da Piso e compagnia danzante da oggi avranno nuove grane per la testa e non è escluso, dicono alcuni spifferi, che possano dimettersi nel giro delle prossime ore quantomeno dalle cariche interne al Pdl. Che sia giunta l'ora del redde rationem?
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