Esclusiva. Donna Assunta parla a IntelligoNews degli incontri segreti tra Berlinguer e Almirante

11 giugno 2014 ore 14:50, Marta Moriconi
Esclusiva. Donna Assunta parla a IntelligoNews degli incontri segreti tra Berlinguer e Almirante
Donna Assunta Almirante ricorda su IntelligoNews Enrico Berlinguer attraverso la storia di Giorgio Almirante
. Sembra impossibile, eppure i due avversari politici, quelli che guidavano le due barricate che negli anni ’70 si fronteggiano in strada tra sangue e violenze, erano “due uomini sani e veri, che si stimavano, e si incontravano….” Ecco dove e perché, e cosa accadde quando Almirante decise di rendere omaggio al feretro di Berlinguer “senza avvertire nessuno”. Per la moglie del leader storico della destra “è il coraggio quello che manca oggi”. Quanto a Fini “deve stare a casa”, Salvini “ha il coraggio delle idee ma ne serve di più”. Oggi è l’anniversario della morte di Berlinguer: 30 anni fa si spegneva lo storico leader del PCI. Ha ricordi di lui con suo marito Almirante, uomo della destra italiana? «Ce ne ho e molti, ma non posso dirveli».
Esclusiva. Donna Assunta parla a IntelligoNews degli incontri segreti tra Berlinguer e Almirante
Esclusiva. Donna Assunta parla a IntelligoNews degli incontri segreti tra Berlinguer e Almirante
Non si può raccontare proprio nulla?
«Posso dire che correvano dei rapporti ottimi tra loro, che erano due persone per bene che si stimavano reciprocamente. Era il periodo dei morti per le strade, e questi due signori ebbero il coraggio di incontrarsi di nascosto dall’opinione pubblica e vedere da quale parte nascevano i tumulti» Ci sta dicendo che hanno lottato insieme contro i turbamenti di quell’epoca? «Avevano dei buoni rapporti ma che nessuno sapeva, si incontravano da soli con gli autisti fuori Roma, poi scendevano e salivano insieme su una macchina loro due e parlavano. Volevano fermare tutta quella violenza che provocava troppe morti di giovani. Non è come ora che ci sono solo chiacchiere giornalistiche». Quanto manca un Berlinguer, e quanto manca un Almirante oggi? «Vorrei trovarne almeno così come loro. Mancano sia un Berlinguer che un Almirante. Io ho l’impressione che possiamo girare quanto vogliamo, ma se ci sono, sono così ben nascosti che è difficile trovarli». Renzi può incarnare un nuovo Berlinguer? «Ma non ha nulla a che vedere, lì c’era esperienza, capacità, non c’era improvvisazione, quelli erano uomini nati in una certa cultura, seri, avevano cominciato da ragazzi a fare attività politica. Oggi se andassimo a Chi l’ha Visto non ne troverebbero di uomini così». Che stile avevano? «Era innata in loro la cultura e l’educazione. Non avevano bisogno di appiccicarla o inseguirla. Io da Giorgio non ho mai sentito alzare la voce, né giudizi spietati su qualcuno. Erano uomini sani e veri entrambi». Ricordiamo l’omaggio di Almirante al funerale di Berlinguer.«Lui non è andato a rendere omaggio a Berlinguer. Era una costante la sua stima per lui. Ai tempi non c’era l’estemporaneità di oggi, come con gli 80 euro che dicono di regalare e il giorno dopo non si sono più». Ma i comunisti come reagirono nel vedere il leader della destra in Chiesa per le esequie a Berlinguer? «Non ebbero il tempo di reagire. Perché è stato così spontaneo il tutto, che solo io lo sapevo. Giorgio mi disse di non preoccuparmi, che sarebbe andato da solo perché gli apparati non gli piacevano. Il ministero dell’Interno chiamò me per sapere dove fosse andato, non avvertì la sicurezza. Pensate che appena seppe della tragedia, rimase talmente dispiaciuto, che si coprì la faccia, e parlò della partenza di un uomo vero e sano». Intellettualmente erano lontani però… «Sì, ma insieme nella lotta, che volevano sana e senza sangue. Volevano scoprire la verità, chi si nascondeva dietro a quegli atti, chi fosse l’istigatore». Cosa pensa del rilancio del centrodestra a cui vorrebbe contribuire anche Fini ora? «La sua era è finita, deve stare a casa. E’ lui che ha voluto improvvisare e ho sbagliato io a convincere allora mio marito a dare spazio ai giovani». Anche l’epoca di Berlusconi è finita? «Non lo conosco così bene, è stato un uomo animato da buona volontà, ma non basta». Salvini della Lega potrebbe rappresentare un nuovo Almirante? «No, no. E’ bravo perché ha il coraggio delle proprie idee. Ma ce ne vuole molto di più, è possibile che non si trovi gente seria, come quella di una volta che prima di parlare pensava e ripensava. Possibile che siamo all’avventura? E’ questa la tragedia di oggi».
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