Un "Eco" risuona contro gli imbecilli del web

11 giugno 2015, Andrea Barcariol
Un 'Eco' risuona contro gli imbecilli del web
Non usa giri di parole per esprimere la sua opinione su Internet. “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”, firmato Umberto Eco. La dichiarazione è arrivata durante la cerimonia all’Università di Torino (dove si laureò nel 1954) per la consegna della laurea honoris causa (la 40esima!) in Comunicazione e Cultura dei media.

“Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Difficile dargli torto.
Secondo lo scrittore/semiologo la colpa dei giornalisti è duplice: scarso controllo delle notizie/bufale che circolano in rete e poca attenzione all’analisi critica dei siti.

“Servirebbero equipe di specialisti per filtrare le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno. Per fare questo i giornali dovrebbero dedicare almeno due pagine all’analisi critica dei siti, così come i professori dovrebbero insegnare ai ragazzi a utilizzare i siti per fare i temi”. – ha sottolineato Eco che è ottimista sul futuro dei giornali: «C’è un ritorno al cartaceo. Aziende degli Usa che hanno vissuto e trionfato su internet hanno comprato giornali. Questo mi dice che c’è un avvenire, il giornale non scomparirà almeno per gli anni che mi è consentito di vivere".
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