Il pentito Grado accusa: miliardi di Cosa Nostra per Milano 2 a Dell'Utri e Berlusconi

11 giugno 2015, Marta Moriconi
I soldi, che provenivano dal traffico di droga, venivano usati per investimenti nella costruzione di Milano 2 secondo la grave accusa del pentito di mafia Gaetano Grado, che ha deposto in videoconferenza, al processo sulla trattativa tra Stato e
Il pentito Grado accusa: miliardi di Cosa Nostra per Milano 2 a Dell'Utri e Berlusconi
mafia, in corso all'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

"Vittorio Mangano negli anni Settanta portava fiumi di miliardi da Palermo a Milano. Erano soldi del traffico di droga di Cosa nostra che Mangano consegnava a Marcello Dell'Utri, poi Dell'Utri li consegnava a Berlusconi che li investiva nelle sue società, mi pare anche per Milano due": ha spiegato poi Grado che ha detto anche che "la mafia ha bisogno di investire. Siccome i soldi della droga erano talmente tanti che non si sapeva più quanti fossero, Mangano esportava fiumi di denaro su a Milano". 

E il collaboratore di giustizia spiega come funzionava il presunto rapporto: "Li dava a Dell'Utri che li investiva nelle società di Berlusconi. Questa cosa me la disse Vittorio Mangano. Non si parla solo di alcuni miliardi ma di svariati miliardi. Mangano mi diceva che andava in macchina, ma io non chiedevo che macchina era, perché in Cosa nostra meno domande si fanno e meglio è".

Si parla del famoso stalliere di Arcore, morto qualche anno fa che Grado svela di aver allevato lui: L'ho conosciuto intorno al '69, era un poveraccio, un nullatenente, sposato con due figlie. Me lo sono messo vicino, l'ho aiutato, di tanto in tanto mi facevo accompagnare in macchina a Milano a trovare mio fratello. Quando tornavamo gli davo 1,5 milioni di lire. Si era attaccato molto a me. Lui commerciava in bestiame. Fu Girolamo Guddo a presentarmelo, insieme con Giovanni Lo Cascio. Mangano non era uomo d'onore all'epoca, lo è diventato dopo avere conosciuto me. Era una persona scaltra, aveva capito che ero un uomo d'onore. Quando andavo in giro, molta gente mi vedeva e mi faceva festa. Si era avvicinato nella speranza che venisse messo in famiglia. Poi diventò compare di mio fratello Antonino".

Il tramite di Mangano con Berlusconi, secondo lui, sarebbe "Gaetano Cinà che era amico di Dell'Utri". 
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