Loris, la criminologa Bruzzone: “Sulla personalità di Veronica Panarello”

11 giugno 2015, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, la criminologa Roberta Bruzzone, analizza gli ultimi sviluppo relativi alla vicenda Loris Stival, dal video del primo interrogatorio di Veronica Panarello alla ricostruzione multimediale fatta da Polizia e Carabinieri.  

Che idea si è fatta delle immagini del primo interrogatorio della madre di Loris, Veronica Panarello, trasmesse da Porta a Porta?
Loris, la criminologa Bruzzone: “Sulla personalità di Veronica Panarello”


«Durante questo primo interrogatorio la Panarello era una persona informata dei fatti, la svolta dell’indagine c’è stata il giorno dopo. Chiaramente si tratta di una personalità complessa, tutto ciò emerge sia in questo interrogatorio, sia nel successivo cambiamento totale che avviene quando diventa formalmente indagata. Nel primo interrogatorio è ancora una madre che risponde in relazione a tutte le circostanze che riguardano la morte del figlio, poi diventerà l’unica sospettata di un delitto con caratteristiche particolari, per certi versi uniche, anche nel panorama internazionale, sempre che la sua colpevolezza venga dimostrata nel dibattimento. Io credo nella bontà dell’impianto accusatorio, quello che ho osservato è una personalità complessa che sa adattarsi molto bene ai diversi contesti di riferimento».

Lei parla di personalità complessa, secondo lei la Panarello è pienamente in grado di intendere e di volere?

«La Panarello, in base ai riscontri raccolti dagli inquirenti, ha mentito sulla circostanza del tentativo di suicidio su cui è stata chiamata a dare informazioni. Sotto il profilo della perizia psichiatrica indubbiamente un’indagine della sua personalità sarebbe utile, però francamente con gli elementi che sono emersi fino a oggi e soprattutto sulla scorta del tipo di delitto, per come è stato commesso, faccio fatica a trovare spazio per un pronunciamento anche solo di semi-infermità. Sia la parte iniziale, sia la successiva, con l’eventuale depistaggio, testimonia l’opera di una personalità lucidamente orientata che non è in preda a una condizione psicopatologica».

Polizia e Carabinieri hanno presentato un documento multimediale di 40 minuti utilizzando video e audio per ricostruire minuziosamente la mattina del 29 novembre. E’ favorevole all’uso di nuove tecnologia?


«Sinceramente non l’ho ancora visto, quindi, come da mia abitudine, non commento ciò che non conosco».

La difesa però sta confutando la ricostruzione fatta sulla base delle riprese video.


«A me non risulta che nessuno abbia confutato ancora un bel niente, la sede per confutare sarà eventualmente il dibattimento. E’ un po’ presto per parlare di elementi confutati dalla difesa».

Il processo è ormai inevitabile?


«Credo proprio che al processo ci arriveremo e anche in tempi abbastanza brevi».
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