#BuonaScuola: prof sugli scudi, scrutini sventolati contro Renzi

11 giugno 2015, Americo Mascarucci
#BuonaScuola: prof sugli scudi, scrutini sventolati contro Renzi
E’ forse la prima volta che una riforma della scuola minaccia di paralizzare o quanto meno rallentare gli scrutini di fine anno e gli esami di stato. Merito della “Buona Scuola”, su cui il premier Matteo Renzi si è detto pronto al braccio di ferro con sindacati, studenti e insegnanti. 

Nonostante siano state fissate regole precise e limitazioni rivolte proprio a scongiurare il minacciato rischio di bloccare gli scrutini, in diverse regioni si stanno registrando forti disagi proprio in presenza della massiccia adesione degli insegnanti alle forme di protesta organizzate dai sindacati. 

Al punto che di fronte al pericolo concreto di ritrovarsi con gli scrutini sovrapposti allo svolgimento degli esami, diversi presidi hanno sottoposto gli insegnanti a veri e propri tour de force sfruttando i giorni in cui lo sciopero non è consentito e prolungando lo svolgimento delle operazioni di valutazione anche fino alla tarda serata. 

Ma pare che nonostante ciò, in molte regioni gli scrutini siano in notevole ritardo e che si renda ormai inevitabile tenere le riunioni nelle ore pomeridiane, dopo aver terminato la sessione mattutina degli esami. La notizia dell’alta adesione di docenti agli scioperi in diverse regioni italiane non deve aver fatto certo piacere al premier Renzi già alle prese con il voto negativo della Commissione Affari Costituzionali del Senato che con dieci voti a favore e dieci contrari ha bocciato il parere di costituzionalità sulla riforma. Colpa delle assenze in casa del Nuovo Centrodestra e dell’ “imboscata” del senatore Mario Mauro che ha imposto il voto immediato impedendo agli assenti di raggiungere l’Aula. 

Mauro con questo gesto ha ufficializzato la sua uscita dalla maggioranza e il suo passaggio definitivo all’opposizione del Governo Renzi. Una battuta d’arresto che al di là delle frasi di circostanza e di una sicurezza ostentata con renziano ottimismo, preoccupa e non poco il premier che vede profilarsi in salita l’approvazione di uno dei progetti da lui ritenuti essenziali per la modernizzazione del Paese.  Il Presidente del Consiglio è deciso ad andare avanti sulla strada intrapresa consapevole di come tornare indietro e modificare l’impianto della legge secondo i desiderata dei sindacati, significherebbe uscire sconfitto da quel braccio di ferro che il Governo ha deciso di praticare sin da subito. Sotto accusa c’è soprattutto il punto riguardante il super-preside cui la riforma punta ad assegnare potere quasi assoluto nella scelta degli insegnanti. 

Una decisione che i sindacati hanno bocciato ritenendola foriera di possibili discriminazioni. Il Governo potrebbe concedere al massimo uno slittamento di un anno dei tempi di chiamata dei docenti da parte dei dirigenti scolastici al fine di non compromettere l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2015/2016 oltre ad assicurare una quota fino al 40% nei concorsi per i precari che hanno raggiunto 36 mesi di servizio. 

Proposte emendative che però sono state ritenute dai sindacasti degli inutili palliativi dando quindi avvio agli scioperi degli scrutini in atto in questi giorni. Insomma lo spettro di non riuscire a portare a casa la riforma sembra disturbare i sogni del premier che punta a chiudere tutto in tempi brevi pur consapevole di come, anche all’interno della maggioranza, il suo decisionismo non risulti a tutti gradito. 

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