Staminali e sclerosi multipla: nuova terapia, efficace ma rischiosa

11 giugno 2016 ore 13:31, Americo Mascarucci
La sclerosi multipla potrebbe essere fermata da una nuova terapia che ha aggredito e sconfitto la malattia in un piccolo gruppo di pazienti. 
La terapia consisterebbe nel prelevare dal midollo osseo dei pazienti cellule staminali con le quali bombardare con un mix di chemioterapici ad alte dosi il loro sistema immunitario per poi reimpiantare le staminali precedentemente prelevate e conservate. 
La sperimentazione condotta da Harold Atkins e Mark Freedman dell’ospedale e dell’Università di Ottawa in Canada si divide infatti in tre fasi: prima si mettono in salvo le staminali del midollo osseo dei pazienti; poi questi vengono sottoposti a una drastica terapia a base di chemioterapici per disintegrarne il sistema immunitario malato; infine le loro staminali saranno reimpiantate per  ricostruire un sistema. 

Lo studio ha visto la collaborazione di 24 pazienti, che hanno dimostrato come sia possibile resettare il sistema immunitario e sconfiggere la malattia. Anche se tuttavia il decesso di uno di questi ha comunque dimostrato che questa terapia purtroppo non è a rischio zero.
"Lo studio, nonostante il numero limitato di pazienti, è di grandissima importanza - spiega Giancarlo Comi, direttore scientifico del Centro sclerosi multipla al San Raffaele di Milano - e ha il merito di un follow up che va molto in là nel tempo, fino a 13 anni. Nel 70% di questi pazienti, se si trattasse di un tumore, si potrebbe parlare di remissione. Il rischio dell’intervento (con mortalità dell’1-2%) è controbilanciato dall'alta probabilità che la malattia si fermi. Inoltre, rispetto a studi precedenti, sono stati reclutati pazienti in una fase meno avanzata della malattia e i dati dimostrano che in questo gruppo di persone, chi è peggiorato nonostante il trattamento, era in uno stadio avanzato della malattia. Quindi una terapia tanto aggressiva ha un senso se fatta al momento giusto e la scelta va misurata con attenzione. Il trapianto non è adatto a tutti i malati". 
Staminali e sclerosi multipla: nuova terapia, efficace ma rischiosa
Lo stesso Mark Freedman sembra procedere con i piedi di piombo.
"La dimensione del campione è molto limitata, 24 persone, e non abbiamo utilizzato alcun gruppo di controllo, indispensabile per confermare questi risultati. Dal momento che il trattamento è molto aggressivo vanno ben valutati potenziali benefici rispetto ai rischi di gravi complicazioni. La nuova sfida sarà migliorare la sicurezza e la tollerabilità della terapia".

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