La password della settimana: Europei 2016 in Francia

11 giugno 2016 ore 8:00, Paolo Pivetti
Potremmo anche dire che la password della settimana è foot-ball, per essere più fedeli all’origine inglese del fenomeno. Non importa: calcio o foot-ball o soccer come pure viene denominato oltremanica, sta di fatto che la settimana si conclude all’insegna dello sport-spettacolo per eccellenza, incantatore, anzi ipnotizzatore di folle: si conclude infatti con l’apertura degli Europei in Francia. Nei giorni in cui ci si accalora (poco) sulla possibile Brexit politica, certo nessuno nemmeno lontanamente accetterebbe una Brexit calcistica. Che gli Inglesi escano dall’Europa può anche essere un interrogativo poco coinvolgente per le masse, ma se lo faranno, certamente nessuno nemmeno ipotizza che si portino via anche il pallone. Sul quale sarebbe pur giustificato che vantassero una qualche priorità, dato che sono indiscutibilmente loro gli inventori del calcio moderno.

La password della settimana: Europei 2016 in Francia
Che ha però un suo lontanissimo progenitore nel calcio fiorentino che fu molto diffuso in piena epoca rinascimentale, e del quale un certo Giovanni de’ Bardi
ci ha tramandato un minuziosissimo regolamento, forse più attento all'aspetto cerimoniale che a quello agonistico. In realtà il calcio fiorentino, che si giocava anche con le mani, fu piuttosto un progenitore del rugby che non del foot-ball. Tornando al calcio di oggi, quello che si gioca solo coi piedi su un campo di 108 metri per 65, tutto incominciò nell'anno 1850 con una serie di gare tra college, in quell'Inghilterra dove già si praticava il rugby. L’idea innovativa, e coraggiosa, fu proprio quella di escludere, a parte l’esecuzione della rimessa laterale, qualsiasi contatto della palla con le mani o le braccia del giocatore. Ciò diede luogo nel nostro vocabolario, quando poi lo sport arrivò in Italia, a un neologismo: calciatore, registrato per la prima volta nel 1903 (quelli della Firenze rinascimentale si denominavano calcianti).

Tra il 1850 e il 1870 il foot-ball, fenomeno inizialmente soltanto britannico, aveva già assunto una rilevante importanza sociale perché si era capito che veniva a colmare un vuoto nel tempo libero dal lavoro per le masse di operai e minatori.
Già nel 1870 fu costruito in Inghilterra uno stadio per 70.000 spettatori, che ospitò l’anno dopo l’incontro Inghilterra - Scozia (finito, figuriamoci, zero a zero!)

Le prime squadre italiane, fondate da appassionati inglesi, furono il Genoa, nel 1893, e il Milan nel 1899: si chiamano così perché in inglese Genova è Genoa e Milano è Milan.

Le regole del calcio moderno furono da subito quelle stesse che noi conosciamo oggi. Visto il successo, non c’è dubbio che la loro creazione fu opera, seppure anonima, di un genio. Non meno dell’invenzione della ruota.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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