Non sopporti il glutine? La celiachia "scoppia" nei geni

11 giugno 2016, Adriano Scianca
I meccanismi che presiedono alla celiachia da oggi sono un po' più chiari. È stata una ricerca italiana a svelarli. Ricercatori del Cnr hanno scoperto che l'origine della predisposizione alla celiachia è da ricercarsi in alcuni geni della regione cromosomica (HLA). Lo studio, pubblicato sulla rivista The Journal of Autoimmunity, è stato realizzato da Igb-Cnr e Ibp-Cnr. "Nel 95% dei soggetti affetti da celiachia sono presenti alcuni specifici geni definiti di rischio o predisponenti la malattia, in quanto associati all'instaurarsi della risposta immunologica al glutine del grano", ha spiegato Giovanna Del Pozzo, dell'Istituto di genetica e biofisica (Igb-Cnr). Lo studio è finanziato dalla Fondazione Celiachia e dal Miur ed è risultato vincitore del bando "Precision Medicine" del Progetto InterOmics del Dipartimento di scienze biomediche (Dsb-Cnr), coordinato da Luciano Milanesi. 

Non sopporti il glutine? La celiachia 'scoppia' nei geni
Secondo la ricerca, nel determinare la predisposizione alla malattia è importante non solo il numero dei geni HLA, ma anche la quantità di molecole di Rna da essi prodotta. "La determinazione dei livelli di espressione dei geni potrà servire nel futuro per stabilire l'entità della predisposizione alla celiachia", ha osservato Carmen Gianfrani dell'Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr). "Inoltre - ha aggiunto - questi risultati rappresentano un avanzamento nella conoscenza del meccanismo molecolare alla base anche di altre patologie autoimmuni". 

La celiachia  è una malattia immunomediata dell’intestino tenue. Può colpire individui di tutte le età e riconosce una predisposizione genetica. Generalmente i sintomi si presentano allo svezzamento. I sintomi includono diarrea cronica, dolore addominale, gonfiore addominale, ritardo della crescita nei bambini e astenia. In certi casi questi sintomi possono essere assenti e possono esservi sintomi extraintestinali, tra cui sintomi neurologici e correlati al malassorbimento; in questi casi la diagnosi è spesso fatta in età adulta.
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