Bologna, tosiani con salviniani contro Pd: è il caso Bernardini

11 giugno 2016 ore 20:11, Adriano Scianca
Salviniani e tosiani sono da tempo ai ferri corti, dopo l'uscita del sindaco di Verona dalla Lega nord. Eppure a Bologna le due anime potrebbero ritrovarsi insieme per sottrarre la città al dominio della sinistra. A fare da ago della bilancia tra il sindaco uscente dem Virginio Merola e la candidata leghista Lucia Borgonzoni, andati al ballottaggio, c'è infatti il tosiano Manes Bernardini, che con la sua lista civica ha raccolto al primo turno 18.188 voti (10.44%). Quarantaquattro anni, leghista storico (prima tessera nel 1991) Bernardini è un avvocato civilista, già stato consigliere comunale leghista nel 2009 con 700 preferenze, per poi candidarsi l’anno successivo anche al consiglio regionale dell’Emilia-Romagna dove entra con ben 5.542 preferenze. Nel 2011 si è candidato sindaco di Bologna in quota Lega Nord, sostenuto anche dal Pdl, e con il 30,35% dei consensi ha sfiorato il ballottaggio, che però non è arrivato dato che Merola ha vinto al primo turno con il 50,47%. 

Bologna, tosiani con salviniani contro Pd: è il caso Bernardini
Ironia della sorte, la Borgonzoni al ballottaggio c'è andata, pur avendo preso quasi 25mila voti in più dell’ex collega di partito. Ora, però, Bernardini ha in mano il pallino delle elezioni. Che fare? Il tosiano detesta Salvini, ma non tanto da preferire il Pd al suo vecchio partito. È per questo che sta facendo capire alla candidata leghista di sganciarsi dall'ombra ingombrante del leader del Carroccio. Per ora niente apparentamenti, comunque. Bernardini ha proposto, a chi vorrà accettarlo, un accordo attorno a 5 punti programmatici. “Siamo una lista civica con un profilo di indipendenza ed autonomia dai partiti e dalle loro logiche – ha detto Bernardini -. Il nostro eventuale sostegno sarà subordinato all’accordo su cinque punti di programma che per noi sono irrinunciabili: il blocco del Passante di Mezzo con l’apertura di uno studio di fattibilità su progetti alternativi, magari riprendendo lo spunto del concorso di idee tra professionisti di livello nazionale ed internazionale; la ristrutturazione e valorizzazione dello stadio Dall’Ara, con una politica di compensazioni trasparente e condivisa; la vendita delle azioni Hera in possesso del Comune, per liberare importanti risorse da reinvestire rapidamente nel territorio per una nuova politica di sviluppo; un piano straordinario per le periferie della città, sino ad oggi abbandonate a se stesse; il mantenimento della delega alla sicurezza in capo al Sindaco, ipotesi che garantirà il massimo coinvolgimento della futura Giunta su questo tema”. 

Borgonzoni sembra non abbia voglia di stringere, quindi Bernardini ha optato per la libertà di scelta. Ma alla fine è probabile che i suoi voti confluiranno in quel partito che fu il suo primo amore.

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