Casini e Scelta Civica: una fusione a freddo. Anzi, molto calda. Pierferdy ha paura delle 10-100-1000 Desenzano

11 luglio 2013 ore 12:33, Francesca Siciliano
Casini e Scelta Civica: una fusione a freddo. Anzi, molto calda. Pierferdy ha paura delle 10-100-1000 Desenzano
L'Udc deve prendere una decisione. Subito. In un momento storico-politico particolarmente confuso in cui, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, assistiamo ai moti nostalgici con cui i vecchi partiti a mo' di Araba Fenice risorgono dalle ceneri, Pierferdinando Casini è più deciso che mai a smantellare la sua Udc (o quel che ne resta) per entrare a pieno titolo dentro Scelta Civica.
Ecco perché le voci e gli spifferi che giungono stamani nella redazione di IntelligoNews si susseguono e sparigliano le carte in tavola: l'Udc, nel corso della Convention che terrà con iscritti e militanti il prossimo 20 luglio a Roma, potrebbe dividersi in tre tronconi tra i favorevoli ad entrare con tutte le scarpe nel partito del Professore, i contrari e gli indecisi, che con ogni probabilità potrebbero riciclarsi chi nel Pdl chi nel Pd. I rapporti tra l'Udc e Scelta Civica non sono rosei, anzi: da parecchie settimane, infatti, convivono da separati in casa e il mal di pancia è diventato costante, tangibile e virale. A Pierferdy non dispiacerebbe egemonizzare il partito del Professore; al contrario la sua nomenklatura non gradisce tale possibilità e lo scontro tra personale politico di Udc e Scelta Civita è tutto “genetico”. Gli uomini di Casini sono politici di razza e di professione (modello prima Repubblica); gli uomini di Scelta Civica sono tecnici (modello terza Repubblica). Chi vincerà? I montiani non sono sciocchi, hanno fiutato le intenzioni e le ambizioni squisitamente personalistiche dell'ex leader Udc e non hanno alcuna intenzione di mettergli in mano la propria creatura per fargliene fare il bello e il cattivo tempo. Anche perché, parliamo chiaro: quanto conta oggi l'Udc? In fatto di voti è ridotto all'osso e lo stesso Casini è rimasto praticamente solo, l'assemblea semideserta di Desenzano ha segnato il de profundis del partito, tanto che parecchi quadri hanno preferito emigrare in altri partiti. Arriva sempre tardi Casini, fuori tempo massimo: ora che tutti gli altri leader stanno tornando alle proprie creature primordiali, lui vuole mettere in atto una fusione a freddo con i montiani (ribattezzando il partito Scelta democratica di Centro? Giusto per democristianizzarsi quel pizzico in più) al pari di quella che nel 2008 vide protagonisti Forza Italia e Alleanza nazionale (e al cui progetto Casini non volle partecipare per non perdere la propria autonomia). Magari lui riuscirà ad essere più furbo di Fini, magari lui riuscirà a non sparire, magari riuscirà a conquistare scettro e corona. Ma i montiani, come già detto, non sono sciocchi...
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