Geopolitiche da Transatlantico: la sinistra divisa anche in poltrona

11 luglio 2013 ore 18:08, Lucia Bigozzi
Geopolitiche da Transatlantico: la sinistra divisa anche in poltrona
Ci sono dettagli, anche plastici, che raccontano molto degli scenari politici, attuali e futuri. In Transatlantico nelle lunghe ore tra una commissione e l’Aula, i dettagli si vedono, si colgono, si materializzano. Capannelli, divanetti, passeggiate tattiche di deputati sottobraccio avanti e indietro, tra lo sguardo impassibile dei commessi (avvezzi a queste e altre scene) e i giornalisti a “caccia” di spifferi e notizie.
Il siparietto odierno dà il senso di cosa si muove o non muove a sinistra. Perché a vedere da un lato il segretario del Pd Guglielmo Epifani e dall’altro, specularmente opposto, il leader di Sel Niki Vendola si comprende come le “due” sinistre procedano su binari paralleli. Sono lontani i tempi dell’Unione di Prodi e sembrano altrettanto lontani quelli più recenti del progetto Bersani, con Vendola ‘organico’ al Pd e Casini a fare da seconda gamba. Quel progetto non è mai decollato, Bersani non è più il leader dem e Vendola adesso guida l’opposizione di sinistra e prova a tessere coi grillini, il Pd sta al governo (Letta) col Pdl (Alfano). Strade diverse, strade alternative: i due leader del “partito degli operai” o di quel poco (di operai) che resta, sono circondati da un capannello di fedelissimi, parlamentari e uomini di staff. Nessun incrocio di sguardi, tantomeno il fair play di una stretta di mano. Epifani sta in piedi di fronte all’Aula (ingresso solitamente utilizzato dai parlamentari del centrosinistra), Vendola più rilassato nel divanetto antistante la sala lettura del Transatlantico. Ciascuno al centro del proprio “cerchio magico”, ciascuno intento a tessere la propria tela, sperando che quel diavolo di un Cav. non stacchi la spina. Lo sperano buona parte dei dem, lo auspicano – invece - i vendoliani che non mollano l’idea di maggioranze alternative alle larghe intese e a questo stanno lavorando. Magari incrociando le dita in vista del 30 luglio. Ma al Nazareno sono su tutt’altro pianeta. Due sinistre che, forse, non si re-incontreranno. Almeno per un po’ di tempo ancora.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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