Costrette a pagare per abortire in ospedale: medici in manette

11 luglio 2014 ore 9:18, intelligo
Costrette a pagare per abortire in ospedale: medici in manette
Avrebbero costretto con minaccia implicita, alcune giovani donne arrivate in ospedale per compiere l'interruzione volontaria della gravidanza, come previsto entro i primi novanta giorni dal suo inizio, a versare loro somme di denaro in contanti, subordinando al pagamento del denaro richiesto (in genere cento euro che i due indagati si sarebbero divisi a metà) l’effettuazione tempestiva dell'aborto, il cui costo è a carico del servizio sanitario nazionale.
Con queste gravi accuse i carabinieri della Compagnia di Cerignola, in provincia di Foggia, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale del capoluogo dauno, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di due medici in servizio nell’ospedale. L’accusa è di concussione continuata in concorso. Si tratta di un 56enne, dirigente medico responsabile del servizio interruzioni di gravidanza dell'ospedale “Tatarella”, e di un 62enne direttore dell’unità di anestesia e rianimazione della stessa struttura, entrambi di Cerignola.
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