Appendino la concreta: famiglie, non famiglia. E' realtà, ed è bufera

11 luglio 2016 ore 9:09, Andrea De Angelis
La polemica durerà ancora a lungo. Con ogni probabilità. Il tema in questione infatti riguarda non solo i diritti civili, ma l'idea stessa di famiglia. E, come noto, le battaglie si vincono (o si perdono) a partire dai nomi. Così quel cambiamento voluto dal sindaco di Torino, una sola lettera, fa già discutere. 

Da famiglia a famiglie. Questa la decisione, questo il nuovo assessorato del capoluogo piemontese. "C'è chi ha osteggiato questa scelta ma io concordo totalmente con Marco quando scrive che 'dire 'famiglie' invece di 'famiglia' significa smettere di lavorare per un concetto astratto, la 'Famiglia', e cominciare a farlo per quelle concrete, le famiglie, che ne hanno davvero bisogno, in un momento come questo". Così sulla sua pagina Fb il sindaco di Torino, Chiara Appendino, interviene sulle polemiche sollevate per la dicitura 'famiglie' anziché famiglia alla delega assegnata all'assessore comunale alle Pari opportunità, Marco Alessandro Giusta.
Appendino, che ieri con la fascia tricolore ha partecipato al Torino Pride al fianco di Giusta ha scelto di scrivere questo post per spiegare perché "insieme abbiamo scelto di usare il termine plurale".

Appendino la concreta: famiglie, non famiglia. E' realtà, ed è bufera
Una scelta che dunque è stata congiunta, ma sicuramente pensata già da tempo. Del resto il tema della famiglia (si pensa al Family day) è stato al centro dell'agenda politica nelle ultime settimane e, più in generale, i diritti civili hanno un ruolo sempre più pesante nel dibattito politico italiano. Ora occorrerà capire se l'esempio di Torino sarà seguito da altri Comuni, cominciando proprio da Roma dove il Movimento 5 Stelle guida il Comune e potrebbe seguire la scia del sindaco Appendino. 
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