Renzi apparecchia l'Italicum in Parlamento: Boschi va in commissione

11 luglio 2016 ore 12:44, Americo Mascarucci
"Italicum buona legge, sbagliato cambiarla".
Il Premier insiste nel blindare la legge elettorale per la Camera anche se è sempre più concreta la possibilità che invece possano arrivare quelle modifiche auspicate da più parti, ad iniziare anche da vasti settori del Pd (leggi Franceschini ma non solo) che ritengono necessario tornare al sistema delle coalizioni e non delle singole liste.
E pare che il Ministro Maria Elena Boschi stia già lavorando alle possibili modifiche insieme al presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Però Renzi continua ad insistere nel difendere l’Italicum e a tenere separato il discorso della legge elettorale dal referendum costituzionale.
"La legge elettorale non c'entra niente con il referendum sulla riforma costituzionale" è tornato a ribadire Renzi che sente il fiato sul collo del suo partito dopo che i risultati delle ultime amministrative sembrano aver confermato ancora di più come con l’Italicum i 5Stelle avrebbero la strada spianata per il Governo.  
"Il nuovo sistema di voto – ribadisce Renzi - è molto buono ma il Parlamento può decidere se cambiarlo. A me pare di non vedere una maggioranza, ma non faccio pressioni e non ne parlo più", assicura. Insomma una blindatura debole visto che Renzi è passato dal "non si tocca" al "decide il Parlamento".
E appunto come detto il Ministro Boschi si sarebbe già mossa per valutare la possibilità di apportare correttivi ad una legge elettorale che, dentro la maggioranza, piace sempre meno.

Renzi apparecchia l'Italicum in Parlamento: Boschi va in commissione
Intanto Renzi continua ad insistere sul merito del referendum costituzionale nel tentativo di evitare che si trasformi in un plebiscito pro o contro di lui.
Un sondaggio di Repubblica realizzato da Demos sembrerebbe delineare uno scenario decisamente preoccupante per il Governo. I sì infatti sarebbero scesi dal 50 al 37% con i no al 30%. 
Un divario dunque che si sarebbe notevolmente assottigliato. Ma fra gli elettori consapevoli di voler andare a votare e consci del merito della materia il divario sarebbe di appena 3 punti. La stragrande maggioranza degli elettori non saprebbe invece di cosa tratta realmente il referendum con il rischio che molti vadano a votare esclusivamente per mandare a casa il Governo. Sondaggi insomma che non fanno dormire sonni tranquilli a Palazzo Chigi. 

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