"Chi è il prossimo" per Papa Francesco e chi il buon Samaritano

11 luglio 2016 ore 10:31, intelligo
Il Papa all'Angelus non smentisce se stesso. Ormai i profughi sono nel suo cuore e soprattutto nella sua bocca. “Chi è il mio prossimo? Chi devo amare come me stesso?”. E' immigrato Papa Francesco e la sua storia non la dimentica, per questo la parabola del Buon Samaritano evoca in lui una strada da seguire, quella di uno "stile di vita, il cui baricentro non siamo noi stessi, ma gli altri, con le loro difficoltà, che incontriamo sul nostro cammino e che ci interpellano”. 

E qui pone una riflessione: “Gli altri ci interpellano. E quando gli altri non ci interpellano, qualcosa lì non funziona; qualcosa in quel cuore non è cristiano”. 
E l'analisi prosegue soffermadosi su Samaritano e giudei, ruoli e comportamenti: “In questo modo Gesù ha ribaltato completamente la prospettiva iniziale del dottore della legge, e anche la nostra!, non devo catalogare gli altri per decidere chi è il mio prossimo e chi non lo è. Dipende da me essere o non essere prossimo. La decisione è mia. Dipende da me essere o non essere prossimo della persona che incontro e che ha bisogno di aiuto, anche se estranea o magari ostile. E Gesù conclude: ‘Va’ e anche tu fa’ così’. Bella lezione! E lo ripete
'Chi è il prossimo' per Papa Francesco e chi il buon Samaritano
a ciascuno di noi: ‘Va’ e anche tu fa’ così’, fatti prossimo del fratello e della sorella che vedi in difficoltà”. 
Dunque: opere è l'imperativo categorico. "Fare” - aggiunge - “mediante le opere buone, che compiamo con amore e con gioia verso il prossimo, la nostra fede germoglia e porta frutto”: 
Così quando il signore ci dirà: “Ma Tu, ti ricordi quella volta, sulla strada da Gerusalemme a Gerico? Quell’uomo mezzo morto ero io” sapremo dirgli che noi ci siamo soffermati, ci siamo chinati su quella povertà. Per questo conclude: “Ti ricordi? Quel bambino affamato ero io. Ti ricordi? Quel migrante che tanti vogliono cacciare via ero io. Quei nonni soli, abbandonati nelle case di riposo, ero io. Quell’ammalato solo in ospedale che non va a trovare nessuno ero io!”
autore / intelligo
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