Borsa Tokio festeggia Shinzo Abe (+3,98%): Milano aspetta Eurogruppo

11 luglio 2016 ore 11:57, Luca Lippi
Le Borse sono in ristorno della chiusura di venerdì,  il Ftse Mib segna -0,07%, il Ftse Italia All-Share +0,01%, il Ftse Italia Mid Cap +0,57%, il Ftse Italia Star +0,10%. I titoli bancari italiani provano a estendere il rally di venerdì: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,5% circa, contro il +0,9% dell'Euro Stoxx Banks. 
È il risultato della presa in carico da parte del Ministro Padoan della questione banche, con la certezza di ottenere una soluzione che gioverà certamente al sistema, questo è il motivo che procura una importante crescita delle quotazioni di Mps nonostante l’Indice sia negativo allo stato attuale.
Secondo indiscrezioni di stampa la Corte di Giustizia Europea entro fine mese potrebbe stabilire che la Commissione Europea non può usare norme sugli aiuti di stato per imporre il bail-in (perdite a carico di obbligazionisti e correntisti delle banche in dissesto), circostanza che potrebbe essere utilizzata dal governo italiano nelle trattative con la Commissione.

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Brilla Banca Mps grazie alle prospettive di salvataggio alla chiusura degli short dopo il divieto Consob di vendite allo scoperto fino a ottobre. 
Nonostante le smentite continuano a circolare indiscrezioni su una fusione con UBI Banca (+0,9%), ipotesi che sembra caldeggiata dal governo.
Rcs MediaGroup (+16,2% a 0,99 euro) balza in avanti dopo il rilancio dell'offerta da parte di Cairo Communication (+0,4%): la nuova proposta valorizza Rcs 1,0242 euro per azione. Cairo ha anche annunciato che Intesa Sanpaolo (+0,2%) "si è impegnata a organizzare, sottoscrivere e concedere integralmente..., subordinatamente all’esito positivo dell’Offerta, un finanziamento revolving per un importo complessivo di Euro 140 milioni".
Asia: l’indice di Tokyo, ha celebrato la vittoria del premier Shinzo Abe alla consultazione elettorale di domenica. I liberaldemocratici di Abe, partito conservatore che ha governato il Paese asiatico per gran parte degli ultimi 60 anni, hanno infatti ottenuto circa 70 dei 121 seggi della Camera Alta oggetto della consultazione (sui 242 totali) insieme agli alleati di coalizione, tra cui Komeito e Kokoro, garantendosi così il controllo dei due terzi dell’intero Parlamento nipponico necessario per le riforme costituzionali. 
Le Borse non amano il caos e quindi con la certezza di una stabilità parlamentare segna un risultato che è la migliore performance intraday degli ultimi tre mesi per il Nikkei 225, che chiude con un balzo del 3,98% (andamento simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi del 3,79%). I corsi sono stati sostenuti anche dal declino dello yen, che ha perso circa mezzo punto sul dollaro (dopo avere guadagnato quasi il 2% settimana scorsa), nella speranza di nuovi interventi da parte della Bank of Japan in occasione del meeting di fine luglio. Secondo gli analisti di Macquarie, inoltre, il premier Abe, rafforzato dalle urne, potrebbe introdurre uno stimolo fiscale entro la fine dell’anno.
Anche le materie prime recuperano terreno: il Bloomberg Commodity Index, in flessione del 3,7% la scorsa ottava (perdita settimanale più netta da gennaio), guadagna lo 0,70% in scia alle performance di oro (che scambia vicino ai massimi dal marzo 2014), argento, alluminio (che si avvia alla migliore chiusura a Londra da aprile), nichel e zinco. Declino invece per i corsi del greggio. Non a caso a Sydney l’unico comparto in sofferenza è proprio quello dei petroliferi. L’S&P/ASX 200 chiude in rally del 2,04% grazie ai minerari (Bhp Billiton e Rio Tinto si apprezzano di oltre il 2%) e soprattutto ai bancari che proseguono nel rimbalzo del settore partito venerdì dall’Europa. Positiva è anche la seduta di Seoul: il Kospi si apprezza infatti dell’1,30% al termine delle contrattazioni. A circa un’ora dalla chiusura i listini cinesi erodono parte dei loro guadagni: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 scambiano comunque intorno all’1% di progresso. Più limitato l’apprezzamento dello Shenzhen Composite che si muove su un guadagno dello 0,30% avvicinandosi alla fine degli seduta. Bene anche Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in progresso di circa l’1,50% (meglio ancora fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita di oltre il 2%).
Usa: New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in deciso rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,4%, l'S&P 500 l'1,53% e il Nasdaq Composite l'1,64%. Wall Street ha azzerato le perdite accumulate dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione europea. L'S&P 500 è vicino ai massimi storici.
Il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che nel mese di giugno i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 287 mila unità. Il dato è nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 170 mila impieghi. 
Rivista al ribasso la rilevazione di maggio a -6 mila impieghi dall'incremento di 25 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,9%, in crescita rispetto alla rilevazione precedente. 
Cresce dello 0,1% il salario orario medio a fronte di una crescita dello 0,2% su base mensile del mese precedente
Ora dobbiamo aspettare la relazione dopo la riunione dell’Eurogruppo, passo decisivo per impostare qualsiasi considerazione sulle prospettive future del continente europeo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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