Grazie Appendino da I. Battaglia: "Raggi impari. Famiglia su matrimonio uomo-donna non esiste più, non solo..."

11 luglio 2016 ore 12:43, Lucia Bigozzi
“Il dietrofront di Rai2 sul bacio gay? E’ un brutto episodio dell’Italietta puritana”. “Il gesto politico e culturale dell’Appendino è uno dei più belli che ho visto finora perché nomina assessore alle famiglie una persona omosessuale, quindi riconosce l’esperienza, la storia di un attivista su un tema che è universale”. “La famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna non esiste più ma non solo per gli omosessuali ma anche per gli eterosessuali perché ormai esistono le famiglie”. Tre concetti che Imma Battaglia, storica attivista della comunità Lgbt argomenta nella conversazione con Intelligonews, tra lo scivolone Rai e “l’era” Appendino. 

Prima la censura, poi la messa in onda in versione integrale del bacio gay che ha fatto discutere la Rete e non solo. Una doppia gaffe che dà fastidio a chi quel bacio non lo voleva vedere e se l’è trovato riproposto, ma anche per la comunità Lgbt che quella scena voleva vederla integrale e da subito. Come commenta?

"A me dà fastidio la negazione della relazione omosessuale. La cancellazione di quella scena per me voleva dire, ancora una volta, quell’atteggiamento ipocrita di questo Paese dove si sbandiera tanto ‘abbiamo fatto la legge sulle unioni civili’ ma è vietato mostrare l’affettività. E’ l’ipocrisia all’italiana. Sono contenta del passo indietro derivato anche dalla forte pressione mediatica e anche dal fatto che questo Paese non poteva mostrarsi in un’Europa dove tenta di avere un ruolo primario, come un Paese che, come al solito, è ambiguo sui temi dell’uguaglianza e dei diritti civili. E’ proprio un’Italietta: questo è veramente un brutto episodio dell’Italietta puritana". 

Grazie Appendino da I. Battaglia: 'Raggi impari. Famiglia su matrimonio uomo-donna non esiste più, non solo...'
Come legge il post del sindaco di Torino Appendino che ha istituito un assessorato alle famiglie e motivato sul suo profilo scrivendo che concretezza non è la famiglia ma le famiglie. Condivide? 

"Il gesto politico e culturale è uno dei più belli che ho visto in questo periodo perché, anzitutto nomina a capo dell’assessorato alle famiglie una persona omosessuale, quindi riconosce di fatto l’esperienza, la storia di un attivista in un argomento che è universale. E a conferma di questo cambia il nome; è vero: non soltanto dalla battaglia omosessuale ma dagli anni ’70 quando è intervenuto il divorzio l’Italia è cambiata, la famiglia è cambiata. Purtroppo, la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, non esiste più ma non solo per gli omosessuali ma anche per gli eterosessuali perché ormai esistono le famiglie. Quindi la Appendino ha compiuto il gesto politico e culturale più importante al quale ho assistito nei trent’anni della mia storia di attivista; ovvero riconoscere l’attivismo e quindi assegnargli un ruolo primario e sapere che chi può dare un contributo importante nel ragionamento sui diritti delle famiglie è una persona omosessuale. Perché? Perché ha vissuto su di sé la discriminazione, le difficoltà, i pregiudizi e quindi sicuramente può avere la massima attenzione a far ripartire le famiglie. Questo Paese ha bisogno di famiglie, ha bisogno di rimettere al centro della propria rivoluzione, del proprio Rinascimento le famiglie, perché il degrado culturale e morale cui assistiamo tutti i giorni deriva proprio dall’assenza delle famiglie. E quando dico questo, non dico solo le persone omosessuali". 

Si aspetta la stessa cosa dalla Raggi a Roma? 

"Mi aspettavo una cosa analoga ma la giunta l’ha già fatta e non mi sembra che abbia operato come la sua collega di Torino. Tra l’altro, Virginia è stata consigliere comunale, sono stata con lei in Commissione scuola: devo dire… ecco, la sollecito proprio in quella direzione. E’ vero che Roma non è Torino ma mi auguro che lei possa essere quella donna coraggiosa, forte e determinata che avevo sempre conosciuto durante la consiliatura Marino e quindi la sollecito a fare un assessorato alla famiglie e dare la nomina ad un attivista omosessuale, a un esponente delle Famiglie arcobaleno; dunque prenda spunto dalla Appendino. Tra l’altro così come ha fatto finora solo Marino partecipando con la fascia tricolore di sindaco al Gay Pride, mi auguro che Virginia faccia altrettanto e partecipi da sindaco alla prossima edizione dell’evento". 

Come risponde a chi dice che è un il post dell’Appendino p un “orrore” perché racconta esattamente l’ideologia che supera la realtà, ovvero come con un pensiero ideologico si vuole cambiare la realtà?

"Rispondo come ho fatto con l’esponente del Popolo della Famiglia: perfino il Papa quando dice che bisogna chiedere scusa alla comunità gay li rende anacronistici, mostra l’anacronismo di una politica che continua a dire che le persone omosessuali non sono degne di rappresentare le politiche per le famiglie. Anacronistici e soprattutto perdono una grande opportunità perché dai nostri dolori può rinascere il Paese". 

 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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