Caldo e sete da morire, l'Italia con 1,58 gradi in più nel 2015

11 luglio 2016 ore 14:57, Micaela Del Monte
Il 2015 è stato l'anno più caldo dal 1880 ad oggi. E in questo contesto non fa eccezione l'Italia: nel 2015 è stato infatti registrato il nuovo record della temperatura media annuale, sia pure appena al di sopra del precedente registrato nel 2014. Un clima, quello del nostro Paese, caratterizzato da piogge intense e concentrate in poche ore, ma anche dalla siccità, con nuovi record di temperatura registrati soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle stazioni in quota dell'arco alpino. In Italia infatti l’anomalia media annuale è stata di +1.58°C e va attribuita a tutte e quattro le stagioni, pur essendo più marcata in estate (+2.53°C). 

Caldo e sete da morire, l'Italia con 1,58 gradi in più nel 2015
Sono questi i dati contenuti nell’XI rapporto dell’ISPRA “Gli indicatori del clima in Italia”, presentato oggi a Roma: il report illustra l’andamento del clima nel corso del 2015 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Gli scarti di temperatura sono stati particolarmente evidenti nel mese di luglio e a novembre e dicembre, con record di caldo soprattutto nel Nord e sulle stazioni in quota dell’arco alpino, mentre le piogge sono state spesso intense e concentrate in poche ore, come successo appunto in Sicilia nel mese di ottobre, consolidando, scrive l’ente pubblico nel suo report, la “percezione di una tendenza all’aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi”.  L’altra faccia delle anomalie meteo è rappresentata dai periodi di siccità, che nel 2015 si sono manifestati in particolare negli ultimi mesi dell’anno, avviando “un periodo caratterizzato da gravi condizioni di deficit idrico soprattutto sulle regioni settentrionali”. Un dato particolarmente preoccupante è quello relativo al mese di dicembre, in particolare, in cui si è registrata una quasi totale assenza di precipitazioni praticamente su tutto il territorio nazionale. Al Sud e sulle Isole il clima è stato più piovoso della norma da gennaio a marzo, a giugno e da agosto ad ottobre, con un record di anomalia positiva pari a +85% circa a febbraio.
  
Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), con gli indicatori di temperatura e precipitazione che sono stati derivati da circa 1100 stazioni, distribuite sull’intero territorio nazionale. 
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