40 anni dal disastro di Seveso, simbolo della "coscienza ecologica" per Mattarella

11 luglio 2016 ore 17:23, Lucia Bigozzi
Seveso 40 anni fa. E’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ricordare con la solennità di una cerimonia, quella data che corrisponde ad uno dei disastri ambientali più gravi nella storia del nostro Paese. “Va tenuta viva la memoria” dichiara il capo dello Stato che sottolinea come la bonifica e la ricostruzione realizzata su Severo “ha interagito con una più matura coscienza ecologica europea e l'ha condizionata positivamente”. Ai cittadini e ai rappresentanti istituzionali ha poi detto: “Di questo dovete essere orgogliosi. Oggi Seveso non suona più soltanto come simbolo di un disastro, ma è punto di riferimento di un'economia e di una società orientate verso la crescita sostenibile. Questo è l'orizzonte del nostro futuro”. Secondo Mattarella, alimentare la memoria è importante “non solo per ricordare le tante sofferenze patite e i danni inferti alle persone e all'ambiente, ma anche perché le nuove generazioni possano far tesoro sia delle esperienze negative sia del percorso di ricostruzione che ora consente loro di guardare al futuro con maggiore fiducia”. 

40 anni dal disastro di Seveso, simbolo della 'coscienza ecologica' per Mattarella
Quarant’anni fa, alle 12.37 la tragedia che sconvolse la comunità di Seveso e tenne col fiato sospeso tutta Italia, per la fuoriuscita della diossina dallo stabilimento Icmesa.
Oggi a ricordare quel momento sono il suono della campane. Il governatore Roberto Maroni ha sottolineato che la Lombardia è la regione “più industrializzata d'Italia, fra i motori economici d'Europa, con un numero elevatissimo di imprese. Dobbiamo imparare da quanto successo nel 1976, per continuare a sviluppare un modello di manifattura sicura. E dobbiamo guardare al futuro con una sensibilità particolare all'ambiente. Stiamo portando avanti tante iniziative per tutelare il nostro ecosistema. Seveso in questo può essere davvero un punto di riferimento”. Il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci (Pd) ha sottolineato che la tragedia di Seveso rappresentò un punto di non ritorno perché “quell’evento innescò un percorso di consapevolezza ambientale di cui oggi si colgono alcuni risultati, ma che è ancora in corso - quanto accaduto all'Icmesa ha infatti contribuito ad una presa di coscienza  più diffusa, sia sulla tutela dell'ambiente che sul fronte della sicurezza, da cui nacque la cosiddetta direttiva Seveso che, con successive modifiche sino ai giorni nostri, ha sviluppato un quadro normativo europeo sulla sicurezza industriale”. 
 

autore / Lucia Bigozzi
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