Corte Strasburgo, in esame il ricorso di B. su decadenza. Per Savino: "Non c'è risarcimento che tenga"

11 luglio 2016 ore 16:42, intelligo
Ci siamo. Appena iniziato l'esame del ricorso di Silvio Berlusconi contro l'applicazione al suo caso della legge Severino proposto alla Corte europea dei diritti umani. 
Nel ricorso, il leader di Fi muove tre contestazioni all'Italia. La prima è quella di aver applicato in modo retroattivo la legge Severino violando l'articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani. Inoltre, si sostiene che l'Italia ha violato anche l'articolo 3 del protocollo 1 della Convenzione, che sancisce il diritto a libere elezioni, perché non gli è stato permesso di continuare il mandato per cui era stato eletto, e questo ha leso non solo il suo diritto ma anche quello degli elettori. L'ultimo punto riguarda l'articolo 13 della Cedu perché è stato leso il diritto di Berlusconi a un ricorso effettivo contro la decisione presa nei suoi confronti. Ora spetta al governo italiano produrre le prove a proprio discarico. 

Corte Strasburgo, in esame il ricorso di B. su decadenza. Per Savino: 'Non c'è risarcimento che tenga'

E rispunta Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione Politiche della Ue alla Camera, con la sua solita grinta e determinatezza: "La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo darà certamente ragione al presidente Berlusconi e obbligherà lo Stato italiano a risarcire i danni causati nei suoi confronti dalla malagiustizia". Poi conclude: "Ma non c'è risarcimento che tenga per tutto ciò che ha dovuto subire umanamente e politicamente il presidente Berlusconi. La sua unica colpa è quella di aver difeso sempre l'Italia e gli interessi dei cittadini, dall'assalto dei comunisti prima e da quello degli speculatori internazionali poi. Finché non avremo una giustizia degna di tale nome il nostro Paese non potrà dirsi pienamente democratico e liberale'.
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