Corsi e ricorsi storici: Grillo come Silvio?

11 maggio 2013 ore 10:09, Americo Mascarucci
Corsi e ricorsi storici: Grillo come Silvio?
Ogni tanto rispunta fuori, come i primi funghi di stagione. Ieri sera, complici le recenti dichiarazioni di Beppe Grillo contro il conduttore di Ballarò Giovanni Floris colpevole di destinare troppa attenzione al Movimento 5 Stelle, Michele Santoro a Servizio Pubblico ha paragonato l’ex comico al Silvio Berlusconi del 2002 che durante una visita diplomatica a Sofia pronunciò il famigerato “Editto Bulgaro” contro Enzo Biagi, lo stesso Santoro e Daniele Luttazzi (quello che, tanto per rinfrescare la memoria, mangiava le feci in diretta). 
Più volte Berlusconi ha sostenuto che Biagi scelse di lasciare la Rai dietro una lauta liquidazione, ma Santoro, facendosi interprete delle figlie Bice e Carla, ha precisato ancora una volta come non si sia trattato di una liquidazione ma piuttosto di una transazione che il giornalista accettò per non trascinare la Rai in tribunale dopo l’interruzione del suo programma di maggior successo Il Fatto. Enzo Biagi fu un grande ed indiscutibile giornalista,  pur avendo spesso peccato di partigianeria.  Varie volte assunse posizioni per partito preso e sulla base di pregiudizi personali, come quando di fronte ad accuse o sospetti che coinvolsero Romano Prodi senza neanche i dovuti accertamenti bollò le inchieste giornalistiche di altri colleghi “maldestri tentativi di sporcare un uomo onesto”. E contro Berlusconi non mancò di mostrarsi apertamente ostile in ogni circostanza utile. Ma non fece nulla di illecito né di moralmente riprovevole. L’utilizzo del servizio pubblico non fu criminale o criminoso, come ebbe a sostenere Berlusconi, ma perfettamente legittimo, come altrettanto legittimi erano gli editoriali filo governativi dell’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini che tanto indignavano il centro sinistra. Berlusconi sbagliò, perché andò a colpire un simbolo del giornalismo italiano che, pur con i suoi difetti, non meritava di essere messo sullo stesso piano di un Luttazzi qualsiasi. Bice Biagi, la figlia d’arte che ha seguito le orme del padre, la ricordiamo al fianco di Vittorio Feltri firmare articoli su autorevoli quotidiani e riviste di area moderata, tutt’altro che ostili al berlusconismo o favorevoli alla sinistra. Se oggi anche lei ha scelto di stare dall’altra parte della barricata, forse la risposta sta proprio in certe degenerazioni o storture del liberalismo berlusconiano.  
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