Giornalista attacca Obama: bugie sull'uccisione di Bin Laden

11 maggio 2015, Micaela Del Monte
Giornalista attacca Obama: bugie sull'uccisione di Bin Laden
A lanciare l'accusa è stato il giornalista, vincitore del premio Pulitzer, Seymour Hersh, che in un articolo pubblicato sulla London Review of Book scrive come l'uccisione di Osama Bin Laden non fu a suo avviso un'operazione 'tutta americana' come la Casa Bianca ha sempre sostenuto, ma che fu possibile grazie alla collaborazione con l'intelligence pachistana.

Hersh, citando in particolare una fonte nell'intelligence Usa a conoscenza del dossier, sostiene che, al contrario della versione fornita dalla Casa Bianca, in realtà Bin Laden non aveva scelto il compound di Abbottabad per nascondersi, ma vi si trovava tenuto prigioniero dai servizi pachistani e che gli Stati Uniti ne vennero a conoscenza grazie ad una soffiata da parte di una fonte pachistana che si era presentata all'ambasciata americana per vendere l'informazione pagata poi 25milioni di dollari (circa 22milioni di euro). Falso anche - secondo il premio Pulitzer - che i Navy Seals spararono perché Bin Laden oppose resistenza. Il commando aveva licenza di uccidere; per questo "entrò e lo cancellò", ha raccontato la fonte a Hersh. 

La Casa Bianca non ha per il momento commentato l'articolo. Hersh nell’aprile 2014 aveva già attaccato Obama per aver tradito l’impegno a intervenire in Siria nel caso di attacchi chimici e lo aveva accusato di mentire sulle responsabilità dell’impiego del sarin.

Seyomour Hersh, che ora scrive per il New Yorker, ha vinto il premio Pulitzer nel 1970 per un dirompente reportage sul massacro di My Lai durante la guerra in Vietnam e ha scritto su Iraq, Iran e Siria. E' stato tuttavia anche criticato per fare vasto uso di fonti anonime nei suoi articoli


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