"Speranza e progetti contro gli insulti": torna (contro De Magistris) il ritornello di Renzi

11 maggio 2016 ore 13:01, Andrea De Angelis
Parole già sentite quelle pronunciate dal premier Renzi, ma questa volta nel mirino non finiscono le opposizioni di sempre (o meglio non solo), vale a dire Movimento 5 Stelle e Lega Nord (senza dimenticare Forza Italia post Nazareno), ma la partita delicatissima che si giocherà in quel di Napoli. Dopo le frizioni più o meno risolte con Bassolino, l'insidia numero uno per Valente è proprio il sindaco uscente, quello che cinque anni fa raggiunse percentuali bulgare nel capoluogo campano. 

"A quelli che urlano, che insultano, che offendono, la nostra risposta è solo una: progetti concreti, idee semplici, coinvolgimento di cittadini. C'è un'Italia che insulta gli altri, che usa riferimenti alla mafia, che minaccia. E c'è un'Italia che invece dice sì. E ci prova. E giorno dopo giorno si carica la fatica e la gioia di restituire speranza e credibilità al paese più bello del mondo". Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sua e-news. 
Chiaro, fin troppo, il destinatario: Luigi de Magistris. Il video, in cui il primo cittadino dice al premier: "Vattene a casa...ti devi c...re sotto" due giorni fa è diventato virale. E non è di certo piaciuto all'ex sindaco di Firenze. O meglio, forse gli ha anche fatto comodo perché Renzi, da segretario del Partito Democratico e uomo moderato che piace tanto, soprattutto, all'elettorato più in là con gli anni, cerca in fondo proprio un'opposizione più rumorosa, che urla, rasentando il volgare.
"Il sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico. I Cinque Stelle equiparano il Pd alla mafia, cercando in tutti i modi di oscurare il proprio atteggiamento incoerente sulla vicenda del sindaco di Livorno. Berlusconi dice che con queste riforme saremo al regime, ignorando che le ha votate anche lui fino al momento dell'elezione di Mattarella. Salvini accusa il Colle e Palazzo Chigi di avere le mani sporche di sangue per gli immigrati", scrive ancora il premier. Insomma, il quadro ideale per apparire diverso. Il migliore. 

'Speranza e progetti contro gli insulti': torna (contro De Magistris) il ritornello di Renzi
Del resto Renzi, facendo riferimento al referendum di ottobre, lo ha detto in modo chiaro: "Vedremo chi sta dalla parte del popolo". Il segretario Pd lo sa benissimo, non ci vuole certo un esperto per capirlo: se riuscirà a vincere la partita delle riforme costituzionali avrà davanti a sé ancora una ventina di mesi di dominio incontrastato. Due terzi dei quali da spendere per migliorare il Paese e l'ultimo per la campagna elettorale del 2018. In caso contrario probabile il ritorno alle urne, senza dimenticare il Congresso del suo partito. Insomma, la seconda parte del suo mandato, con o senza elezioni anticipate, si annuncia sicuramente calda. Bollente. E lui vuole essere pronto, già per la sfida del prossimo mese con le amministrative. A Napoli, Torino, Milano e Roma la partita è aperta più che mai. I sondaggi dicono che sarà battaglia all'ultimo voto e, salvo sorprese, sempre al ballottaggio. Unica eccezione Torino, dove Fassino appare decisamente in vantaggio rispetto agli altri contendenti. 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]