Buffon rinnova fino al 2018: nel mirino Champions e Mondiale

11 maggio 2016 ore 10:21, Andrea De Angelis
«Anche se mi offrissero il doppio dello stipendio altrove io resto alla Juve. Farne parte mi rende davvero fiero. Perché ha un valore e certi valori, oggi, sembrano fuori moda. Oggi questo sport è dettato dalle logiche economiche, quelle che permetteranno al Norwich di giocare in Champions tra un paio d’anni grazie allo sceicco di turno. È un bene per i loro tifosi, ma viene a mancare l’aspetto romantico, la tradizione, il frutto del sudore di chi ti ha preceduto». Parole di Gigi Buffon, pronunciate poco più di un mese fa ai microfoni della francese "So Foot". 

Oggi, a distanza di poco tempo e archiviato il quinto scudetto consecutivo, quelle parole sono diventate realtà. Non è dunque ancora il momento dell'addio per Gigi Buffon. Il portiere della Juve e della nazionale, reduce dal record di imbattibilità in campionato, ha annunciato già lo scorso mese che appenderà i guanti al chiodo solo tra un paio di anni. «Altre due stagioni prima di smettere, non voglio giocare dopo i 40. Vorrei arrivare ai 40 anni così come sono adesso». «Come vorrei essere ricordato? Come una persona corretta e per bene, tutto qui».
Buffon rinnova fino al 2018: nel mirino Champions e Mondiale
L'estremo difensore ha infatti firmato il rinnovo con la società torinese in una settimana particolarmente calda per la Juventus. Ieri sera la cena ufficiale per il quinto scudetto nella tenuta Agnelli di Villar Perosa. Oggi ci sarà anche il presidente all'annuncio in grande stile del rinnovo fino al 2018 di capitan Gigi Buffon e di Andrea Barzagli, che si danno altri due anni per rincorrere quella dolce ossessione che è la Champions League. Giovedì, infine, lo sbarco in Italia del brasiliano Matheus Pereira, 18 anni, centrocampista offensivo in arrivo dal Corinthians per 8 milioni di euro. 

Buffon dunque chiuderà, salvo sorprese, ai Mondiali del 2018. L'addio in maglia azzurra per chi, come Zoff, ha scritto la storia del calcio italiano pur giocando "solo" tra i pali. Tra i momenti più alti sicuramente il Mondiale vinto nel 2006 agli ordini di Marcello Lippi, ma anche la promozione in Serie A con la Juventus dopo la retrocessione legata a calciopoli. Il sogno nel cassetto è però sempre lo stesso: vincere la Champions League. Ancora due possibilità per lui e per tanti altri (vedi Marchisio e Bonucci, tanto per fare due nomi) che in bianconero hanno vinto tutto in Italia, ma non in Europa. 
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