Era nell'aria: Nirenstein dice no ad ambasciata Israele a Roma per "motivi personali"

11 maggio 2016 ore 10:48, Lucia Bigozzi
Fiamma Nirenstein ha detto no. La nota giornalista, ex parlamentare del Pdl, ha rinunciato all’incarico di ambasciatore israeliano a Roma. La motivazione rispecchia il clichè classico di quando uno decide di declinare un invito, o come in questo caso, di assumere un incarico. Ma cosa c’è dietro? Ufficialmente la Nirenstein ha detto di rinunciare per “ragioni personali” affidato a una nota seguita all’incontro che la giornalista ha avuto a Gerusalemme con Dore Gold, direttore generale del ministero degli Esteri. Nella nota ufficiale Nirenstein aggiunge: “Ringrazio il primo ministro per la sua fiducia in me. Voglio esprimere la volontà di continuare a contribuire allo Stato di Israele al meglio delle mie possibilità”. 

Era nell'aria: Nirenstein dice no ad ambasciata Israele a Roma per 'motivi personali'
Certo è che quella rinuncia e la motivazione “personale” non sono passate inosservate e così intorno al “caso” i media hanno cominciato a scavare.
Da parte del governo isreaeliano, i consiglieri di Netanyahu hanno confermato all’agenzia Ansa che le ragioni del no sono “personali” ma nei retroscena e nei rumors che ruotano attorno alla vicenda c’è anche chi ipotizza, il fatto che probabilmente non sarebbe stato così pieno l’appoggio da parte del premier alla candidatura della giornalista.  Ma anche questa è una delle classiche “voci di corridoio” che si inseguono nel mare magnum dei commenti. Non a caso, il quotidiano israeliano Haaretz rilancia: “Il premier non ha ritirato il suo appoggio alla candidatura”.  E anche in questo caso, si conferma che la decisione di non accettare rientra nel novero delle “ragioni personali”. Anche perché l’investitura da parte del premer Benyamin Netanyahu, c’è stata.

Nella nota la Nirenstein aggiunge: “Amo tanto anche l’Italia, il mio Paese natale, ma penso che combattere contro la diffamazione di Israele e per l’esaltazione del suo magnifico attaccamento alla democrazia, benché circondato da nemici, sia il compito primario di ogni ebreo”. La designazione della giornalista nel ruolo diplomatico da parte del premier è derivata – secondo quanto riporta il Corriere della Sera – dall’apprezzamento per le campagne condotte con l’associazione Amici europei di Israele e il fatto che la Nirenstein ha fondato “Iniziativa amici di Israele”. “Sono convinto che porterà con sé nel ruolo - aveva dichiarato nell’agosto dell’anno scorso il primo ministro israeliano - la sua considerevole esperienza politica e diplomatica e avrà successo nell’approfondire le relazioni tra il nostro Paese e l’Italia”. Poi ieri, è arrivato il “no grazie”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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