Elezioni, Roma-patacca: Marchini copia, cattolici avvertiti

11 maggio 2016 ore 13:02, Fabio Torriero
E’ ormai una notizia: Alfio Marchini copia. Forse per racimolare qualche voto a destra, visto che da “antipolitico beautiful senza partiti”, “libero dai partiti” (non è il suo slogan?), ora è “antipolitico con i partiti”, re forzato di una sbrindellata e sgangherata Armata Brancaleone (ciò che resta di ciò che resta di Forza Italia post-Cavaliere, Storace, Idea senza idee, Area popolare senza popolo, ciò che resta dell’Ncd); si è messo in testa di rubare scientificamente gli spunti “originali” degli altri.

Facciamo qualche esempio: ieri si è impegnato a dire che “non celebrerà matrimoni gay”, subendo una ideologica e giacobina reprimenda da parte dei fan ed ascari delle lobby Lgbt e del partito della Cirinnà (in primis l’educanda Boschi): “Se c’è una legge e non la rispetta, deve essere commissariato ad acta”.  Avvertimento: questa è e sarà la fine dell’obiezione di coscienza dei “cattolici in Parlamento e negli Enti locali”, dall’approvazione in poi, di questa “legge incivile” sulle unioni civili. Meditate “cittadini-cattolici”, meditate: la formula dei cattolici negli altri partiti è ormai un’idiozia, un autolesionismo spaventoso.
Ma Marchini, evidentemente, non voleva, né vuole andare in fondo, mirava e mira solo all’effetto mediatico e a catturare elettoralmente qualche cattolico ingenuo o in malafede (che poi producono lo stesso risultato). E infatti, preoccupato del commissariamento ad acta, ha prontamente aggiunto: "Se sarò sindaco rispetterò la legge", rimangiandosi quanto detto 24 ore prima.
L'affermazione relativa al no ai matrimoni gay, con qualche diritto in più (in termini di coerenza personale e programmatica) l’aveva già fatta Mario Adinolfi, candidato sindaco a Roma per il Popolo della Famiglia.
E ancora: argomento “liberalizzazione delle droghe leggere”. Altra boutade di Marchini: raccontando un evento familiare, arriva alla conclusione che pure le droghe leggere fanno male. Apriti cielo: rimproverato dal guru Saviano e da tanti “liberali-libertari”. E che fa subito lui, in omaggio alla Verità? Rimbalza e ritorna subito nell’alveo del pensiero unico, del politicamente e culturalmente corretto: “Non sono un proibizionista”. Atteggiamento cerchiobottista tardo-dc.
E ancora: lancia a Ballarò l’altra settimana il nuovo appello ai Liberi e Forti di Don Sturzo. Peccato che il sottoscritto su IntelligoNews, in contemporanea con La Croce, abbia lanciato la stessa idea molto prima (provate a confrontare le date pubbliche di pubblicazione).
E non basta: Alfio si è definito, sempre in tv, “un sovversivo del bene comune”. Altra definizione scippata al sottoscritto (erano le mie osservazioni di commento al programma del Pdf).

Elezioni, Roma-patacca: Marchini copia, cattolici avvertiti
In conclusione: queste mie riflessioni critiche non servono soltanto a rimettere a posto una parola che si chiama verità, sapendo perfettamente che ogni cosa si contamina (è la legge della comunicazione, specialmente via web); ma a svegliare quei cattolici attirati dalla sirena-Marchini, o per ingenuità, o perché funzionali a strategie ben precise di qualche rappresentante istituzionale (curiale) delle famiglie, che da tempo, da perdente, o da misericordioso-snob, o da marxista da sagrestia, ha abdicato alla lotta per i valori non negoziabili, alle battaglie antropologiche (gender, unioni civili, aborto, diritto alla vita), nel nome della filantropia pubblica, dell’elemosina di Stato, dei soldi alle famiglie senza pedagogia cristiana, il vero punto da cui ripartire.
Evidentemente il mondo cattolico, i suoi valori, tirano, sono appetibili, si traducono in voti. Ma chiarezza: no ai venditori di fusaje e ai professionisti parlamentari del cattolicesimo, che vanno, salvo lodevoli eccezioni, mandati a casa. La loro impotenza e i loro tradimenti (si legga fiducia al cattolico Renzi, per puntellare poltrone di governo) si sta dolorosamente reiterando, in occasione dell’approvazione del Ddl Cirinnà.
E' tempo di rovesciare i tavoli, di dire no e sì in modo netto, i "ni" e i "so" non servono, né serve salvare il salvabile. E' tempo di fare punto e a capo.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]