Messina, aborti clandestini 'privati': la scusa assenza di posti e liste d’attesa

11 maggio 2016 ore 12:17, intelligo
di Luciana Palmacci. 

Un altro caso di malasanità sarebbe emerso dalle indagini della Polizia di Messina, avviate nel 2014 e supportate da attività tecniche, che hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico di due medici messinesi. Gli stessi avrebbero praticato diversi aborti clandestini presso lo studio privato di uno dei due indagati, utilizzando, peraltro, medicinali e materiali sanitari prelevati dalle strutture pubbliche ospedaliere ove prestano servizio. 
Messina, aborti clandestini 'privati': la scusa assenza di posti e liste d’attesa

La Polizia ha così eseguito due decreti di fermo nei confronti dei due soggetti, Giuseppe Luppino primario anestesista in servizio presso il Reparto Rianimazione dell’Ospedale 'Piemonte', e Giovanni Cocivera medico ginecologo, in servizio presso il Reparto di Ginecologia dell’Ospedale 'Papardo', ritenuti responsabili dei reati di illecita interruzione di gravidanza, peculato e concussione. Nel corso dell’inchiesta infatti sarebbe emerso anche che i due medici avrebbero convinto le donne ad abortire nello studio privato di uno dei due. Struttura che, secondo gli investigatori, sarebbe stata priva dei prescritti requisiti. Le pazienti erano dirottate dalle stesse strutture pubbliche; per la Procura i due ingannavano le vittime sostenendo falsamente che l'intervento in ospedale non fosse possibile per mancanza di posti e per lunghe liste d'attesa.
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