L'Isis fugge dall'Isis: fossa comune con 45 disertori. Una strage di vivi

11 maggio 2016 ore 11:06, Lucia Bigozzi
Sepolti vivi. Combattenti, certo, ma prima di tutto uomini. Li hanno trovati così, ammassati in una fossa comune. La loro colpa? Essere fuggiti durante una battaglia in un villaggio a sud di Kirkuk, in Iraq. Città nota già ai tempi di Saddam Hussein. Nuovo orrore firmato Isis. La notizia è stata divulgata dalla tv satellitare locale Al Sumeriya che fa riferimento a fonte sul campo considerata attendibile. Uomini dell’Isis che scappano dall’Isis: accade anche questo nella follia dell’autoproclamato Stato Islamico. Secondo l’emittente irachena i soldati-tagliagole “si erano dati alla fuga negli scontri con le forze di sicurezza irachene”. 

L'Isis fugge dall'Isis: fossa comune con 45 disertori. Una strage di vivi
Fuga per salvarsi la vita oppure rinuncia alla logica del terrore dell’Isis? Difficile dirlo e altrettanto complicato capire cosa passa nella mente di un uomo che abbraccia la logica della morte ma che alla morte –
come nel caso specifico – non si rassegna. Ma qual è stata la via migliore per non cadere sul campo di battaglia? Gettarsi in una fossa comune nei pressi di al Qaiarah, vicino alla provincia di Ninive. Ma c’è un altro dato da tenere presente, che forse può aiutare a comprendere la fase “calante” del “regno” di Al Bagdadi: non solo i bombardamenti russi che sostengono in Siria l’azione dell’esercito regolare di Assad, a fiaccare l’offensiva e l’avanzata dell’Isi tra Siria, Iraq e Libia, ma anche un indebolimento della capacità di reclutamento dell’Isis: lo segnalano i dati elaborati da Washington secondo cui dai circa 1500-2000 nuovi soldati al mese si sarebbe passati ai 200 attuali. 

E tutto nel breve spazio di dodici mesi. Cresce anche il numero dei disertori nei ranghi dell’Isis: anche in questo caso secondo le stime che la Casa Bianca ha reso noto due mesi fa, la presenza di miliziani dello Stato Islamico in Iraq e Siria si sarebbe ridotta da circa 20mila-31mila combattenti a 19mila-25mila. Nonostante ciò, va detto che questi numeri vanno poi messi a confronto con un fenomeno che a prima vista, potrebbe sembrare in contraddizione: ovvero l’aumento della presenza in Libia dove i miliziani dell’Isis sarebbero pari a 5mila unità e in Afghanistan, con 2mila soldati nella sola provincia di Nangahar.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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