Sfregiata dall'acido ritrova la speranza, Lucia Annibali "per le donne in giro per le scuole"

11 maggio 2016 ore 11:30, Lucia Bigozzi
“Il mio volto è una testimonianza, a volte si finisce in qualcosa che sembra un sentimento e invece è una trappola. Io dico alle donne di non sottovalutare i segnali, di non sottomettersi alla violenza. Lui voleva che morissi, ma non c’è riuscito. Mi ha fatto tutto il male possibile, ma io ho vinto. Sono qui, viva, forte, sorrido, sono circondata da un effetto enorme. E ho voglia di ricominciare”. E’ la parte finale dell’intervista all’Huffington Post nella quale Lucia Annibali, sfregiata dall’acido per volontà dell’ex fidanzato che proprio ieri in Cassazione ha visto confermare la condanna a venti anni, ma è al tempo stesso l’inizio della sua nuova vita che da adesso in poi, contiene ancora più forte e preponderante, l’impegno per tutte le donne, per quelle che non ce la fanno, non hanno coraggio, sono fragili. Perché da oggi, la Annibali sarà nelle scuole, nelle sale dei centri dove le donne violate chiedono assistenza e aiuto. In che modo? Mostrando il suo volto, sul quale restano i segni (ma sempre più attenuati) della violenza ma i tessuti si stanno rigenerando e l’espressione che aveva prima oggi è esaltata dal coraggio che questa giovane donna che di mestiere fa l’avvocato sta dimostrando. 

Sfregiata dall'acido ritrova la speranza, Lucia Annibali 'per le donne in giro per le scuole'
Venti anni a Luca Varani, l’ex fidanzato, dodici anni ai due emissari albanesi che sono stati pagati per gettare addosso alla Annibali l’acido solforico
. Ci sono voluti tre anni per curarsi quelle ferite così evidenti sulla pelle, e quelle più profonde dell’anima, ma alla fine ce l’ha fatta e adesso può aprire una nuova pagina della sua esistenza, dimostrando ad ogni donna che è possibile, che si può superare tutto, anche la violenza più atroce.  “La mia è una storia di speranza e tenacia, un messaggio per tutti. Vorrei che servisse per chi sta ancora soffrendo e combattendo. E’ una giornata di svolta, dal passato al futuro. Ora vorrei reinserirmi nella società come una donna normale”, dice nell’intervista, ricordando di avere “avuto paura fino all’ultimo, ma nel mio cuore sapevo che la Giustizia avrebbe vinto su tutto”. Poi il suo pensiero va a Pietro Barbini e Stefano Savi, i ragazzi di Milano anche loro ustionati, per sottolineare anche un altro aspetto: la scelta che Lucia Annibali ha fatto fin da subito di mostrare il suo volto in pubblico, senza veli. 

Ora è pronta a riprendere in mano ogni giorno della sua esistenza, come ribadisce nell’intervista: “Ricomincerò a lavorare, a fare l’avvocato. Sono cresciuta attraverso quello che mi è accaduto, ho avuto tanta umanità intorno. Forse proprio perché non mi sono nascosta, ho mostrato il mio volto, le mie cicatrici. La vittoria nelle aule di giustizia deve essere parallela a una ricostruzione di sé”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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