Facebook censura i "Repubblicani": le notizie "vagliate" dal Senato Usa

11 maggio 2016 ore 13:22, Micaela Del Monte
Dopo le indiscrezioni di un sito che ha monitorato per mesi l’operatività di Facebook (indiscrezioni apparse solamente ieri sui media italiani), Zuckerberg è stato chiamato a rispondere alle accuse di censura e manipolazione delle informazioni sul social network.

L’antefatto: Su Facebook sono sistematicamente soppresse dalla sezione “trending” del social network (per ora disponibile solo nei paesi di lingua inglese) molte notizie pubblicate da testate con propensione a rivolgersi a un pubblico di orientamento conservatore.
La sezione “trending” dovrebbe essere una raccolta neutrale delle news che circolano con più insistenza sul social network, nei fatti è un assortimento di notizie scelte da redattori in carne ed ossa. Una selezione che naturalmente viene influenzata dalla sensibilità e dall'orientamento politico degli editor di turno, in larga maggioranza ostili alle idee conservatrici (a detta del sito Gizmodo del network Gawker) . 

Il sito Gizmodo è noto perché si occupa di tecnologia da un punto di vista più a sinistra della sinistra. Eppure è stato proprio un giornalista di Gizmodo, Michael Nunez, a svelare (grazie alle rivelazioni di un ex dipendente Facebook) quello che molti americani “non di sinistra” sospettavano da tempo. 

Facebook censura i 'Repubblicani': le notizie 'vagliate' dal Senato Usa
 
Dunque “la bomba” è scoppiata, e il Senato Usa ha deciso di approfondire la notizia divulgata dal sito. US Senate Commerce Committee (detiene la giurisdizione in ambito media), ha interrogato la dirigenza del social network (Mark Zuckerberg, il fondatore e AD di Facebook, in primis) sul funzionamento della piattaforma, per rispondere alle numerose accuse provenienti dall’area repubblicana e conservatrice. Sotto accusa la presunta tagliola della censura sul social in particolare sull’area politica più a destra, che sarebbe stata tenuta fuori volutamente dalla sezione trending topics di Facebook.
Nella sezione, le notizie dovrebbero essere evidenziate seguendo una tecnica algoritmica, ma il giornalista di Facebook che si occupa della sezione “trending” che ha parlato con Gizmondo dichiara che spesso si agisce “manualmente” escludendo temi e fonti (tra le altre, Breitbart, Washington Examiner e Newsmax), a meno che le notizie non fossero trattate anche da altre testate più “gradite” (ad esempio New York Times, BBC e CNN).
Ecco che è scattato l’allarme censura: pare che i trending topics, più che promuovere notizie popolari, divulghino argomenti più ideologicamente in linea con la dirigenza del social. 
Al momento, non ci sono conferme di altri collaboratori giornalisti di Facebook che si occupano della sezione, tuttavia il presunto abuso nei confronti dei conservatori non sarebbe il primo caso di censura: alcuni giornalisti impiegati in FB, infatti, hanno denunciato casi di distorsione delle notizie (per esempio eliminando il nome di Twitter, social rivale, dalle news) e mediante la promozione mirata di particolari breaking news al fine di farle diventare virali.
Vediamo come sarà gestita la questione dal paradiso delle lobby, è piuttosto interessante il caso.

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