Unioni civili, Chiesa: “Spazio per resistenza civile. Putin interpreta anche parte di opinione pubblica europea"

11 maggio 2016 ore 12:21, Lucia Bigozzi
“Che abbiano perso tutti, mi sembra abbastanza giusto”. Muove da qui l’analisi di Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore, esperto di scenari geopolitici, nel giorno della fiducia sulle unioni civili. Nella conversazione con Intelligonews, apre una finestra sulla realtà russa che conosce molto bene e di come Putin “sente” il popolo russo.

Oggi è il giorno della fiducia sulle unioni civili. I vescovi ieri hanno detto che “hanno perso tutti”. Ira a scoppio ritardato, inutile e forse anche dannosa perché evidenzia un’impotenza?

"Beh, in effetti, che abbiano perso tutti mi sembra abbastanza giusto; poi che sia un’ira non lo so. Comunque, non mi pare una soluzione brillante". 

Ma è una posizione tardiva, potevano fare di più prima?

"No, non credo. Credo che questa sia la fotografia dell’Italia di oggi: aspettarsi chissà quali miracoli non era giustificato". 

Lei che conosce in profondità la realtà russa, Putin è ultimo rimasto contro da sempre e per sempre? 

"No, non credo da sempre e per sempre. Putin è una persona pragmatica, credo che abbia scelto di essere un difensore della tradizione e quindi interpreta correttamente una parte grandissima dell’opinione pubblica e io credo anche una parte rilevante dell’opinione pubblica europea". 

Come valuta il no di Marchini alle unioni civili poi corretto con il “se passa la legge, la rispetterò”. Non poteva seguire l’esempio di Marino? 

"No, questo non è un ragionamento. Uno deve rispettare le leggi dello Stato, ma ci sono leggi ingiuste che sono state estorte con la forza e con l’inganno e quindi c’è lo spazio per una resistenza civile, anche da questo punto di vista. Io la chiamo resistenza civile, adottarla non vuol dire essere fuori dalla comunità, vuol dire che si intende interpretare in un certo modo la comunità". 

Qual è, secondo lei, il pericolo di questa legge? Cosa si porterà dietro? Omofobia, linguaggio e pensiero unico?

"No non credo proprio. Credo che leggi di questo genere siano l’effetto di una data situazione della moralità dell’opinione pubblica media. Questa, si modifica con il tempo e quindi si modificheranno con il tempo anche le percezioni della grande massa di cittadini, come è accaduto per altre questioni come quella dell’aborto, del divorzio: tutte sono state sempre viste come momenti di rottura traumatiche, in realtà ogni legge di questo genere è una legge che in qualche misura, più o meno bene, corrisponde al sentire comune. Quando il sentire comune cambia, la legge si cambia". 
autore / Lucia Bigozzi
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