Mario Adinolfi: "Io per le unioni civili? L'articolo era pronto e rispondo a Cascioli così"

11 maggio 2016 ore 12:41, Andrea De Angelis
Le unioni civili tra poche ore (al massimo domani) saranno legge. La Camera si appresta a votarle (con fiducia) e i numeri sono più che ampi, tali da darle già per approvate. Una prima volta per l'Italia, che però lascia più di uno con l'amaro in bocca (non solo tra gli oppositori storici, si veda ad esempio il caso Marzano). 
IntelligoNews ne ha parlato con il direttore de La Croce Quotidiano, Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia e candidato sindaco a Roma...

In un articolo pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana a firma di Riccardo Cascioli lei viene definito come favorevole alle unioni civili, con un chiaro riferimento al secondo capitolo del libro "Voglio la mamma", pubblicato tre anni fa. Allora si diceva concorde al modello tedesco. Ha ragione Cascioli?
"L'articolo era pronto, probabilmente su commissione e con un titolo vergognoso, 'Adinolfi a favore delle unioni civili'. Quando colui che ha scritto quell'articolo si sarà battuto l'Italia per tre anni come ho fatto io, città per città, in questo momento sono a Modica, prendendomi insulti, pietrate, contestazioni, pagando sulla pelle mia e della mia famiglia la battaglia contro le unioni civili, quando quel signore avrà fatto un centesimo del lavoro e della fatica che ho fatto io per mobilitare il Paese sulla testimonianza della verità e sul diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, allora avrà l'onore di una risposta". 

In questo articolo si legge che senza adozioni, le unioni civili vanno bene. Giù le mani dai bambini, sì al modello tedesco. Una sintesi corretta?
"Non è una sintesi corretta. Quel libro è stato scritto tre anni fa quando non c'era ancora il ddl Cirinnà. La prima edizione di 'Voglio la mamma', me ne sarà dato atto, con il capitolo che si intitola 'No al matrimonio omosessuale' scatenò letteralmente un pandemonio. All'interno di quel contesto non c'era ancora stata la valutazione di che cosa sarebbe stata la legge sulle unioni civili interpretata dalle corti in tutto il mondo. Non c'erano state le sentenze austriache e americane, non c'era stato tutto ciò che è derivato dalle leggi francesi e britanniche. Si poteva immaginare, nel 2013, che le unioni civili non parametrabili al matrimonio potessero essere una soluzione accettabile. Quando poi si è reso evidente che l'unione civile era il matrimonio sotto un altro nome, cioè pochi mesi dopo, quel libro andò in ristampa. Lo stesso Cascioli dovrà ammetterlo. Intanto venne rimosso quel passaggio in cui si diceva che andava bene l'unione civile e si aggiunse il passaggio in cui si diceva no sia al matrimonio omosessuale che a qualsiasi altra forma che potesse portare allo stesso risultato con un altro nome. Tutto questo viene scritto prima che esista il ddl Cirinnà! Oggi, nel giorno dell'approvazione del ddl Cirinnà, una simile operazione è un compiacere qualche politico, un difendere le piccole rendite di posizione che però hanno portato al disastro coloro che stanno facendo una battaglia seria per evitare che l'Italia precipiti nel burrone".

Dunque per semplificare lei scrive una cosa nel 2013, le sentenze dimostrano che la stessa può portare ad altro, dunque va in ristampa e corregge il tiro ancor prima che esca il ddl Cirinnà?
"Sì, quel libro è profetico. Il contrario esatto di quello che mi viene detto! Riesce ad individuare lo scenario prima che si mostri, ne descrive i pericoli, spiega quali sono le finalità e fa infuriare in maniera terribile il mondo Lgbt da esporre me a una costante e difficile quotidianità di cui pagano il prezzo mia moglie e le mie figlie. Oggi La Nuova Bussola Quotidiana si mette sul piano di gayburg e la finalità è una sola: minare il progetto del Popolo della Famiglia che intimidisce i cacicchi del potere che in nome della rappresentanza del mondo cattolico stanno svendendo il mondo cattolico in Parlamento". 

Cosa dice a chi afferma che l'Italia sta vivendo un momento storico, come fu con divorzio e aborto?
"Il paragone con la legge 194 regge abbastanza. C'è una modifica strutturale e di costume che verrà portata da questa normativa. Non per com'è, ma per come sarà. Come scrissi in 'Voglio la mamma' interverranno, appoggiate a questa normativa, sentenze della magistratura e le norme saranno adeguate. Quello di oggi è semplicemente un primo passo, non è ancora la legge 194 perché quella è organica, ma nel corso di uno o due anni verranno utilizzati gli strumenti giurisprudenziali per assegnare tutto il pacchetto, compresa la legittimazione dell'utero in affitto, alle coppie omosessuali. C'è una sola possibilità per fermare questo meccanismo, ovvero che il 5 giugno il Popolo della Famiglia raccolga un consenso talmente enorme da far capire che il Paese reagisce negativamente a questa proposta. Allora vorrebbe dire che c'è una risposta del Paese ed è questo che temono alcuni cattolici. Un consenso che spazzerebbe via le rendite di posizione di chi ha preso i principi negoziabili e li ha messi in vetrina nel suo negozio..."

Un sindaco che non vorrà celebrare le unioni civili sarà fuorilegge. 
"Monica Cirinnà ci ha già parlato di conseguenze civili e penali. Se io sarò eletto sindaco di Roma sarò pronto a testimoniare fino all'arresto la mia fedeltà ai valori testimoniati in questi anni e all'idea che questa legge è irricevibile". 

Marchini ha detto che non celebrerà le unioni civili, ma 24 ore dopo ha affermato che rispetterà la legge. Lei no?
"Io dico una cosa diversa da lui. Sono obiettore di coscienza. Lui ha copiato maldestramente la mia dichiarazione di un mese fa dicendo che non avrebbe celebrato unioni gay. Io l'ho detto in tutte le salse, anche a IntelligoNews. Ha fatto il taglia e incolla senza capirne le conseguenze. Io farò obiezione di coscienza e qualunque cattolico eletto dovrebbe rifiutarsi, accettando le conseguenze civili e penali che questo rifiuto comporta". 
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