L'iniziativa di Ciracì: "Salviamo Negin Khpalwak, simbolo di libertà contro il regime dei talebani"

11 maggio 2016 ore 16:16, Lucia Bigozzi
In tempi di Isis e di attacco alla libertà c’è una giovane donna afghana che combatte con l’arma della musica nel Paese dei talebani. E lo fa scommettendo sulla sua vita: è Negin Khpalwak. Intorno a lei e al senso della sua battaglia, c’è un’iniziativa che incrocia l’Italia, lanciata da Nicola Ciracì, deputato del Gruppo Misto-Conservatori e Riformisti alla quale hanno aderito in maniera bipartisan 54 colleghi parlamentari. A Intelligonews, svela in anteprima di cosa si tratta. 

Come è ha scoperto la battaglia di Negin Khpalwak e come è nata l’idea di contattarla per una visita in Italia?

"Mi ha impressionato leggere sui giornali degli Stati Uniti la storia di questa donna, giovane e fortissima, amante della musica, appassionata di un compositore e pianista italiano del '700, Muzio Clementi. Una donna che ha inseguito il suo sogno, sfidato le ostilità della sua famiglia e del regime talebano. Credo sia un esempio per la musica ma anche di amore per la libertà".

L'iniziativa di Ciracì: 'Salviamo Negin Khpalwak, simbolo di libertà contro il regime dei talebani'
Qual è l’iniziativa che ha deciso di portare avanti?

"Insieme a 54 parlamentari esponenti di quasi tutte le forze politiche presenti nel parlamento e ad alcuni parlamentari europei, abbiamo chiesto al ministro dell’Istruzione e dell’Università Stefania Giannini di invitarla in Italia, di attribuirle un riconoscimento per quello che a livello mondiale e quindi anche nel nostro Paese può rappresentare una donna tanto forte che sceglie di scommettere sulla sua stessa vita per amore della libertà e della musica".

Avete già avuto risposta dal ministro Giannini? 

"Incontreremo il ministro nei prossimi giorni ma siamo certi che da parte sua ci sarà un plauso alla nostra iniziativa e la condivisione. In queste ore, tramite l’ambasciatore dell’Afghanistan stiamo cercando di contattare lei. Diciamo che non è una cosa semplicissima. In una società alquanto arretrata come quella afghana, Negin Khpalwak, è riuscita ad essere la prima direttrice d’orchestra e a comporre un’orchestra al femminile con 35 donne amanti della musica, trasferendo a loro il senso della sua battaglia. Oltre a questo, hanno iniziato ad avere un repertorio di musiche occidentali. Il ruolo di questa donna è importante a livello mondiale perché ha osato lanciare una sfida che, a mio avviso, non ha precedenti dal punto di vista culturale in un Paese come l’Afghanistan". 

Prevede che una delegazione dei 54 parlamentari guidata da lei andrà a incontrare la musicista in Afghanistan?

"Assolutamente sì". 

C’è già una data? 

"Stiamo aspettando un contatto diretto con lei. Siamo nelle mani dell’ambasciatore".  

E quando sarà in Italia?

"Speriamo presto. Io confido anche nel presidente della Camera, Laura Boldrini. Credo che debba essere il livello istituzionale a dare un segnale importante e tangibile di quanto le istituzioni possano essere interessate a cose talmente forti e importanti come la battaglia che porta avanti questa giovane donna". 

In tempi di Isis, di attentati terroristici nel cuore dell’Europa, una donna così, che cosa può dire e insegnare al mondo?

"Penso che la musica, l’arte e una donna con tanto coraggio siano le “armi” migliori per combattere l’Isis. Il nemico di questa intolleranza è stato nei secoli e lo è tuttora, la cultura. Non è un caso che quando attaccano, prima attaccano i nostri giacimenti culturali; questa è l’epoca del Bataclan e in questo contesto penso che dare un ruolo importante a questa donna possa far bene anche alla nostra cultura perché, probabilmente, dovremmo comprendere fino in fondo quanto è importante per noi avere un patrimonio come questo e difenderlo sempre a denti stretti".
autore / Lucia Bigozzi
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