Dis-unioni civili, la fiducia c’è: 369 sì, 193 no. Le VOCI dal Parlamento (e dalle famiglie arcobaleno)

11 maggio 2016 ore 16:59, intelligo

di Marina Simeone

L’attesa per le unioni civili è finita, alla Camera il testo completo senza modifiche è passato con 369 voti per il sì, 2 astensioni e 193 voti per il no.  Il fronte del no non ha accettato la sconfitta in silenzio e duramente è intervenuto sull’accaduto. Per Fratelli d’Italia, Rampelli ha attaccato il governo Renzi, che ha la “sfrontatezza di regolamentare i sentimenti, con l'aggravante dell'apposizione della fiducia su una questione etica e immateriale che afferisce ai valori cui dovrebbero ispirarsi i partiti. Con questo provvedimento, Renzi stabilisce l'equiparazione tra famiglie tradizionali e coppie omosessuali, elude la Costituzione con le solite mandrakate. Il passo - ha aggiunto- successivo sarà l'adozione dei bambini anche per le coppie omosessuali, argomento sul quale due anni fa la sinistra neppure discuteva.” Il deputato di Forza Italia Simone Baldelli nel suo intervento ha catalizzato l’attenzione sulla metodologia renziana:” Il Presidente del consiglio Matteo Renzi ci ha detto che aveva il mandato per fare questo provvedimento, ma da parte di chi?

Dis-unioni civili, la fiducia c’è: 369 sì, 193 no. Le VOCI dal Parlamento (e dalle famiglie arcobaleno)
Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore del Family Day si è invece detto preoccupato per la salute della democrazia: "Con il voto finale sulle unioni civili oggi si uccide la democrazia. Una legge fondamentale per il futuro assetto della società italiana, che istituisce un simil-matrimonio e de facto apre alle adozioni per coppie dello stesso sesso privando il bambino del diritto di avere un padre e una madre, viene fatta approvare dopo un iter che ha violato ogni prerogativa del dibattito  parlamentare''.

Per Area popolare Alessandro Pagano ha motivato il suo no alla fiducia in nome della tutela della famiglia:  “Ho detto no alla fiducia perché questo  Governo ha avuto un comportamento diametralmente opposto rispetto alle dichiarazioni roboanti circa la difesa della famiglia". Per Pagano la famiglia è la vera sconfitta dalle politiche di questi anni e ha concluso ricordando al suo partito di essere geneticamente nato in difesa dell’architrave della famiglia, origine purtroppo dimenticata. “Legge divisiva” anche per Di Biagio, che, dato il tema, avrebbe meritato una riflessione più profonda, soprattutto perché l’argomento lacera la sensibilità del Paese. No e astensione per la legge per Civati che ha ribadito: ''Votiamo contro la fiducia com'è ovvio per chi sta all'opposizione e ci asteniamo sulla legge perché contiene fin dall'inizio, e dopo il voto al Senato, elementi discriminatori e per noi inaccettabili. Non ci opponiamo con un no, ma non ci possono chiedere un voto che non sia rispettoso di tutte le famiglie gay".

Scontento anche Rubera del gruppo “Famiglie Arcobaleno” per l’esclusione della clausola sulla Stepchild adoption: “I nostri bambini non sono di serie B - ha affermato -  inserire la stepchild adoption avrebbe consentito a tutti di accedere all'istituto dell’adozione”. Un giorno da ricordare questo 11 maggio per l’Italia – secondo la senatrice Pd Cirinnà che ha scritto sul profilo facebook:  ”Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l'ha avuta. Da oltre 30 anni l'Italia aspettava di fare questo passo, un primo passo, ma un passo importante. La festa del Pd celebrata con ostentazione di nastrini arcobaleno, non è stata condivisa da chi ha appoggiato il patto di governo (Ap) e dalle opposizioni di area centrodestra, che hanno fatto sapere di una prossima organizzazione, per un Referendum abrogativo

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