Unioni civili, Imma Battaglia non ci sta: "Oggi i veri sconfitti sono gli omosessuali. E' solo un timido passo"

11 maggio 2016 ore 17:00, Americo Mascarucci
"Oggi i veri sconfitti sono gli omosessuali che con questa legge non vedono affatto superate le discriminazioni nei loro confronti. L'approvazione della legge sulle unioni civili è sicuramente un passo importante che ci fa essere meno tristi, ma non possiamo nasconderci dietro un dito: non è la legge che volevamo e per la quale tanti di noi hanno lottato".
Imma Battaglia, storica attivista dei diritti Lgbt, presidente del Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" dal 1995 al 2000, tra i fondatori di Di' Gay Project di cui è stata presidente fino al febbraio 2014 e fino a pochi mesi fa consigliere comunale al Comune di Roma nelle fila di Sinistra, Ecologia e Libertà ad Intelligonews si dichiara soddisfatta ma non troppo: anzi per niente
La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge sulle unioni civili e come già al Senato anche a Montecitorio è passata grazie alla fiducia messa dal Governo sul provvedimento. 

Dottoressa Battaglia, quella di oggi può essere definita una giornata storica?
In parte sì, perché in Italia abbiamo aspettato per decenni un minimo riconoscimento per i diritti delle persone omosessuali e qualcosa finalmente si comincia a vedere. Per noi però questo non è affatto un punto di arrivo ma di partenza. Questa non è affatto la legge che desideravamo, perché noi vogliamo il matrimonio egalitario e la possibilità di poter adottare figli. Volevamo la stepchild adoption che invece è stata stralciata negandoci ancora una volta il diritto di essere genitori. Quindi il nostro auspicio è che dopo titubanze e ambiguità si recuperi al più presto questo svantaggio.

Quindi oggi chi è uscito sconfitto? 
Purtroppo la parte più coraggiosa del mondo omosessuale, le famiglie arcobaleno, quei gay e quelle lesbiche che sono uscite allo scoperto da anni mettendosi in gioco per il riconoscimento dei diritti, quelle coppie che fra mille difficoltà e discriminazioni hanno scelto di essere famiglia. Anche io mi sento sconfitta perché questa è una legge che non rimuove ma riafferma le discriminazione, non mi fa sentire uguale. Diciamo che chi si batte per l'uguaglianza delle coppie gay è un giorno triste ma meno che in passato perché un timido passo in avanti comunque c'è stato. Una giornata che riafferma il nostro impegno nel continuare la battaglia 

La fiducia posta dal Governo, un segno di forza o di debolezza? Ma il popolo dove stava? Era con voi?
Di debolezza senza dubbio. La dimostrazione più evidente che il governo ha una maggioranza instabile e che non può essere considerato di centrosinistra. Io mi riterrò soddisfatta solo quando sarà riconosciuto il matrimonio egalitario e il nostro diritto ad essere famiglie a tutti gli effetti. Soltanto quando i sì avranno prevalso su questi punti allora sì che per me sarà un grande giorno di festa. La gente che crede nei diritti certo è con noi, ma oggi quella parte del Paese certamente, seppur soddisfatta parzialmente, non ha vinto.
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