Pdl, falchi e colombe volteggiano sul Parlamento

11 marzo 2013 ore 17:48, intelligo
Pdl, falchi e colombe volteggiano sul Parlamento
Muro con Bersani o dialogo? E’ il dilemma Pdl che riflette due scuole di pensiero dentro il partito. Nientepiù nientemeno lo schema di sempre: falchi (‘amazzoni’ nella versione 2.0) contro colombe. La sfida si gioca sugli equilibri da costruire oppure da demolire.
La tentazione di tornare alle urne nell’arco di pochi mesi (si parla di ottobre) è forte e con essa l’idea di aprire fin d’ora la campagna elettorale in modo da tenere alta l’attenzione (e i consensi) dell’elettorato dopo la rimonta del Cav. I pasdaran berlusconiani spingerebbero per alzare il tiro e non dire sì al dialogo sempre e comunque. Oltretutto, cavalcando l’onda lunga giustizialista che – lamentano – vorrebbe travolgere Berlusconi. Poco inclini all’inciucio, insomma, perché – è il ragionamento – poi se andiamo alla sfida elettorale con Renzi cosa raccontiamo ai nostru? E c’è perfino chi, per marcare le distanze, evoca iniziative plateali in parlamento tipo l’uscita dall’Aula nel giorno dell’insediamento (venerdì). Le colombe, invece, lavorano all’opposto. L’obiettivo è creare le condizioni per una legislatura costituente che segni l’avvio di una nuova fase politica (anche oltre il berlusconismo): governo di unità nazionale (Pd-Scelta Civica-Pdl). La regola è low profile, pazienza, mediazione. Non disdegnerebbero per questo l’eventualità che il Pd potesse offrire proprio al Pdl la presidenza del Senato (data per improbabile dai piddini). Nella guerra tra falchi e colombe, molto dipenderà dai nuovi presidenti e vicepresidenti dei gruppi parlamentari: se a prevalere sarà il muro contro muro potrebbero restare in sella i battaglieri Gasparri (Senato) e Cicchitto (Camera) in grado di gestire quella che a tutti gli effetti potrebbe essere una legislatura di ‘combattimento’. L’alternativa è che si decida di mettere nei posti chiave della strategia parlamentare super-esperti di regole e regolamenti: in questo caso in pole sarebbero Malan (Senato) e Lupi (Camera). Quest’ultimo sarebbe dato per favorito, nonostante ‘resistano’ altri nomi già circolati: Anna Maria Bernini e Nitto Palma (Senato). Non solo: il nome di Lupi incasserebbe una certa disponibilità ai piani alti di Largo del Nazareno anche nell’ipotesi che il Pd possa offrire al Pdl la presidenza della Camera. Intanto domani Alfano sale al Quirinale: altro passaggio strategico in vista delle consultazioni. Nota a margine: il Pd in conclave per eleggere i capigruppo parlamentari. Non sarà stasera in occasione della riunione-fiume degli eletti da dove, invece, usciranno i pontieri ufficiali che dovranno sondare Grillo, Berlusconi e Monti. Quanto ai presidenti di Camera e Senato, nel primo caso in pole ci sono Enrico Letta, Franceschini e Orlando (bersaniano). Nel secondo resta in auge il nome della presidente uscente Anna Finocchiaro.
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