Alcol: italiani sempre più vichinghi. In aumento il binge drinking tra i giovani

11 marzo 2014 ore 16:50, Marta Moriconi
Alcol: italiani sempre più vichinghi. In aumento il binge drinking tra i giovani
Il Nord Europa è in Italia. Chi l'ha detto che la cultura del bere (se vogliamo chiamarla così, ma di culturale c'è ben poco) riguardi solo i Paesi dell'Europa nordica?
Anche il rapporto tra italiani e alcol è in aumento: si beve di più fuori dai pasti e in modo occasionale. L'allarme però riguarda l'abitudine del binge drinking ovvero le 'abbuffate' di alcol in breve tempo che fanno i giovani. Anche i molto giovani. A rilevarlo la 'Relazione 2013 al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati', pubblicata sul sito del ministero della Salute. Il nostro fiore all'occhiello, il consumo mediterraneo, quello basato sull'assunzione quotidiana e moderata di vino, tipico della nostra tradizione, non va più di moda. Al massimo qualche anziano è capace di relazionarsi a sorsetti a un buon bicchiere di vino. E, appunto, neanche il vino resiste alla modernità. Sono calati nell'ultimo decennio i consumatori di solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre sono aumentati coloro che consumano anche aperitivi, amari e superalcolici. Nel decennio 2002-2012 è dunque evidente la crescita dei consumatori fuori pasto, passati dal 23,1% al 26,9% nella popolazione di oltre 14 anni e il fenomeno riguarda in particolare i giovani di 18-24 anni, tra i quali i consumatori fuori pasto sono passati dal 34,1% al 44%. Un unico dato ci viene incontro e non ci trasforma ancora in neo vichinghi facili alle ubriacature: i valori di alcuni importanti indicatori di rischio. L'Italia occupa infatti il posto più basso nella graduatoria relativa al consumo annuo pro capite di alcol puro, parametro che nel 2009 ha raggiunto i 6,94 litri.
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