Quantitative Easing, chi ci perde e chi ci guadagna

11 marzo 2015, intelligo
di Luca Lippi 

Quantitative Easing, chi ci perde e chi ci guadagna
La palla di vetro non è in possesso di nessuno, sarebbe una soluzione prodigiosa per investitori e governanti, ma non esiste. Vediamo come si configura il QE dopo questa doverosa premessa.


Che sia un’azione di sicuro successo non può dirlo nessuno, come il contrario del resto, tuttavia alcune doverose considerazioni tracciate dall’esperienza possono prepararci ad individuare il risultato finale.


Attraverso il QE la BCE concede liquidità e riserve bancarie alle banche commerciali; lo scopo è quello di agevolare la concessione del credito a famiglie, PMI e grandi gruppi industriali. L’anomalia è che a fronte di un’offerta “importante” da parte della BCE, le grandi banche commerciali rendono al mercato pochi spiccioli.


Secondo questa evoluzione, a che serve realmente il QE? A niente ovviamente! Lo Stato si indebita da una parte per poi ricomprare il suo stesso debito dall’altra parte. 


Per essere più chiari, nel 2011 la BCE aveva già concesso liquidità alle banche commerciali (LTRO), lo scopo era quello di fare acquistare titoli di Stato che nessuno aveva intenzione di comprare. Oggi la BCE sforna liquidità alle banche centrali per ricomprare quei titoli che le banche commerciali avevano acquistato col precedente LTRO. Un grande affare per le banche centrali perché hanno comprato nel 2011 a 80 e oggi vendono ad oltre 130.


Se avessero operato lo stesso sistema direttamente con gli imprenditori, oggi saremmo un Paese virtuosissimo e ricco.
E’ piuttosto intuitivo concludere che il QE ha un effetto deflattivo, lasciando gli interessi e le cedole alle banche commerciali, comprime gli interessi sul debito riducendo il flusso cedolare, di conseguenza riduce anche il reddito dei privati.
In conclusione il QE “scambia” debito con moneta (riserve bancarie); tutto questo però è totalmente inutile se non si possono dilatare i deficit pubblici (causa la regola di non potere superare il 3%).


L’esperienza del QE americana, come quella inglese e giapponese, ha prodotto risultati (comunque insufficienti) poiché parallelamente hanno sostenuto il provvedimento con politiche espansive mediante deficit dell’ordine del 10/12% annuo. In Europa questo è impossibile a causa di Trattati senza alcun supporto logico (non hanno ipotizzato minimamente la possibilità di una crisi come quella attuale), per questo motivo il QE avrà risultati assolutamente ininfluenti.


Abbiamo parlato prima di “speculazione”; dunque a fronte di tanta “perdenza” chi ci guadagna? Lo sveliamo immediatamente.
Con il QE saranno acquistati 147 miliardi di euro di titoli di Stato contro un saldo di emissione di 62 miliardi di euro. Questa manovra riduce il debito pubblico di 85 miliardi di euro.


Stessa procedura, ovviamente, è riservata alla Germania; col QE saranno acquistati 215 miliardi di euro di titoli di Stato contro un saldo di emissione di 4 miliardi. In un solo colpo, il debito pubblico tedesco sarà ridotto di 211 miliardi di euro. E’ chiaro chi guadagna? E tutto questo si compie senza la necessità per i tedeschi di dover soggiacere a politiche “lacrime e sangue” per imprese e famiglie come accade da noi.


Non possiamo sapere l’esito del QE europeo in anticipo, tuttavia abbiamo la certezza che “dove non c’è il guadagno la remissione è certa”.

autore / intelligo
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