Ruby, S. Craxi: "È finita la confusione tra giudizio morale e reato penale. Ho rivissuto una storia infame"

11 marzo 2015, Andrea De Angelis
Stefania Craxi ha già più volte paragonato Silvio Berlusconi a suo padre, come cittadino perseguitato dalla giustizia. "Il diritto ogni tanto funziona anche in Italia", dice oggi nell'intervista a IntelligoNews, spiegando come il risarcimento per il processo Ruby non potrà mai davvero avvenire in quanto sul piatto non vi è il mero denaro, ma molto di più...


Ruby, S. Craxi: 'È finita la confusione tra giudizio morale e reato penale. Ho rivissuto una storia infame'

Qual è stato il suo primo pensiero una volta venuta a conoscenza dell'assoluzione di Berlusconi?


«Ho pensato che anche in Italia ogni tanto il diritto funziona, ovvero non si condanna senza prove. Purtroppo a volte si confonde il giudizio morale con il reato penale, visto che quest'ultimo va approvato e condannato a seconda, appunto, delle prove. Quindi ieri c'è stata una giusta vittoria del diritto». 


Per la quale immagino ha esultato.


«Ho gioito personalmente. C'è un attacco canagliesco contro Berlusconi che dura da anni che mi fa rivivere un pezzo infame della storia d'Italia». 


Quando nel 2013 Berlusconi venne condannato in primo grado a sette anni, lei disse che era come suo padre. Oggi invece la situazione è diversa o l'atteggiamento resta lo stesso?


«L'aggressione mediatica e giudiziaria è la stessa ed è portata avanti dagli stessi attori nazionali e internazionali. Il clima fortunatamente è un po' cambiato, molti italiani si sono resi conto della situazione e mentre quella volta era difficile trovare un giudice a Berlino, questa volta invece Berlusconi lo ha trovato». 


Al di là di ciò di cui si rendono conto gli italiani, alla fine è la Cassazione ad aver deciso. Se nel 2013 più d'uno aveva letto quella sentenza come frutto di uno scontro di potere, oggi cosa è cambiato?


«Non si può mai generalizzare, ci sono tanti magistrati che svolgono in silenzio un lavoro prezioso per la società e che sono intellettualmente onesti. Cercare la prova del reato è il ruolo che la Costituzione affida loro, non certo quello di moralizzare la società».


Avere però al vertice dello Stato le figure di Mattarella e Grasso contribuisce a creare quel clima migliore a cui prima ha fatto riferimento?


«Penso di no, credo che ad incidere non deve essere nient'altro che l'azione di giudici e magistrati seri. In una sentenza penale non dovrebbe mai incidere la politica, dovrebbe esserne totalmente estranea e avulsa». 


In molti si domandano chi restituirà ai cittadini i soldi spesi per questo e simili processi. 


«Il costo non è solo pecuniario, ma anche morale e politico. Il risarcimento quindi è quasi impossibile. Infatti questo processo servì a creare quel clima di delegittimazione politica che portò alle dimissioni di Berlusconi e all'inizio di quella che possiamo definire la falsa rivoluzione dei tecnici». 
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