Microsoft Digital Trends 2015: sono gli italiani i più “skillati”

11 marzo 2015, Giuseppe Tetto

Informati, attenti, e sempre alla ricerca di novità tech. È questa la fotografia degli italiani scattata da Microsoft Digital Trends 2015, indagine condotta in 13 Paesi di tutto il globo, che esplora i cambiamenti più significativi nel rapporto tra i consumatori e la tecnologia.


Ma vediamo più da vicino i dati. A livello globale, il 78% del campione è consapevole dell'importanza che i brand gli attribuiscono come "consumatore online". Più della metà (61%) è favorevole alla condivisione di informazioni riservate a condizione che si verifichi uno scambio trasparente con i brand. L'80% cerca servizi per semplificare la gestione dei dati online.


Microsoft Digital Trends 2015: sono gli italiani i più “skillati”


Il nostro Paese gioca un ruolo da protagonista con numeri che vanno sopra la media del campione. In Italia, infatti, l’83% del campione considerato dispone infatti di uno smartphone mentre il 49% è on-line ogni giorno per più di 5 ore. Il 97% (quasi tutti) utilizza invece almeno un dispositivo digitale quotidianamente. E poi il 47% dei consumatori italiani è fortemente convinto di sapere come rimuovere dalla rete informazioni indesiderate postate erroneamente, contro una media del 40%. Il 64% desidera poter scegliere per quanto tempo mantenere online le informazioni condivise, contro il 57% della media globale e il 59% della media europea.


Altro dato importante è quello che riguarda il cosiddetto “Internet of Things”: il livello di utilizzo di dispositivi e applicazioni per tracciare, scaricare e analizzare i dati è il più alto in Europa (41%), a fronte di una media dell’area pari al 23% e in contrapposizione alla Svezia (solo 14%). Allo stesso modo, gli italiani più degli altri cittadini europei non sanno concretamente come impiegare i dati rilevati (29,1% contro 28,3%). Inoltre, il 74,8% degli italiani vorrebbe oggetti legati alla quotidianità capaci di tracciare i dati (come macchine e case smart), a fronte di una media europea del 54% e globale del 60%.


Di fatto, si registra un aumento dell’attenzione verso tecnologie in grado di proporre suggerimenti e raccomandazioni su nuove esperienze, nuove connessioni e nuove cose da fare in base ai propri interessi personali: dal 50% del 2013  si è passati al 53% . In Europa con il 65% l’Italia è seconda solo alla Russia 66%.


“Le persone -scrive Microsoft- devono confrontarsi con una mole crescente di informazioni e sono sempre più alla ricerca di strumenti che li aiutino a individuare i dati più pertinenti: quasi due terzi (il 63%, con un incremento dell’8% rispetto al 2013) sono interessati a una tecnologia che in futuro possa offrire un servizio di questo tipo, nel nostro Paese ben il 79% dei rispondenti. Di fatto, si registra un aumento dell’attenzione verso tecnologie in grado di proporre suggerimenti e raccomandazioni su nuove esperienze, nuove connessioni e nuove cose da fare in base ai propri interessi personali: dal 50% del 2013 si è passati al 53%”. 

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