Gender Trieste, Morganti (Identità Europea): "Si propaganda una rappresentazione polimorfa della sessualità"

11 marzo 2015, Adriano Scianca
Gender Trieste, Morganti (Identità Europea): 'Si propaganda una rappresentazione polimorfa della sessualità'
"Aborto, gender, adozioni ai single: si tratta di tutte battaglie strumentali, di diritti civili basati sul nulla". Parola di Adolfo Morganti, presidente dell’associazione  “Identità europea” che, intervistato da IntelligoNews, spiega: "Si vuole solo propagandare una rappresentazione polimorfa della sessualità, per ci ognuno si fa la sessualità che vuole"


Morganti, ha letto del "Gioco del rispetto" delle scuole di Trieste? Cosa ne pensa? 


«Penso che si vuole emarginare la famiglia dall'educazione dei figli e cambiare la rappresentazione della sessualità dei figli». 


Gli animatori del progetto sostengono che serva a instillare nei bambini il rispetto per l'altro sesso. Non è un intento lodevole? 


«Tutto sta a vedere qual è l'altro sesso. Se è il sesso femminile dubito che si incentivi il rispetto con forme di confusione, facendo vestire i maschi da femmine e viceversa. Soprattutto non si educa al rispetto se non si dà nessun tipo di valore a forme di autocontrollo e di atteggiamento cavalleresco che da sempre è l'unico modo per generare difendere la figura femminile. Qui si vuole solo propagandare una rappresentazione polimorfa della sessualità, per cui ognuno si fa la sessualità che vuole». 


Al Senato oggi è saltata la legge che concedeva l'adozione ai single. Qual è la sua opinione in merito? 


«Il discorso è complesso. È evidente che dietro c'è una scorciatoia per concedere l'adozione alle coppie omosessuali. Ovviamente si può sempre ritenere che sia meglio un genitore single che un orfanotrofio, ma è un fatto che ci sono più coppie che desiderano l'adozione che bambini adottabili, quindi il problema non si pone». 


Si tratta di battaglie strumentali, secondo lei? 


«Sono tutte, assolutamente, battaglie strumentali. Tutti i cosiddetti diritti civili sono diritti inventati, basati sul nulla. Come al solito, prima si crea un diritto, poi il nuovo proletariato che ha bisogno di chi se ne faccia tutore». 


Il Parlamento europeo ha votato una mozione che intende garantire i diritti delle donne anche attraverso un “accesso agevole” alla contraccezione e all'aborto. Siamo sempre nella stessa logica? 


«Il punto è che qui ci sono diritti che confliggono. C'è il diritto della madre, certamente, che ha diritto a non vivere in uno stato di sofferenza, ma c'è anche il diritto alla vita del nascituro che viene riconosciuto in gran parte degli ordinamenti internazionali. E allora quando c'è contraddizione che si fa? Semplicemente si sopprime un diritto. Come se il bambino il diritto alla vita non ce l'avesse...».
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