Unioni civili solo con l’asse Renzi-Pascale. Chi sta con la Cei

11 marzo 2015, Americo Mascarucci
Unioni civili solo con l’asse Renzi-Pascale. Chi sta con la Cei
Unioni civili e tenuta della maggioranza. Il premier Matteo Renzi, oltre alle riforme costituzionali, spera di portare a casa anche il riconoscimento delle coppie di fatto, tema molto dibattuto in queste settimane nella Commissione Giustizia del Senato, anche con forti momenti di tensione. 

Il disegno di legge della senatrice Monica Cirinnà non trova favorevole il Nuovo Centrodestra, che sostiene l’esigenza di una maggiore tutela dei diritti di coppia, ma senza giungere ad un’equiparazione con le famiglie fondate sul matrimonio. 


Il partito di Alfano ha già fatto sapere a chiare lettere che su questo tema di carattere etico non ci potranno essere imposizioni di sorta, né vincoli di alleanze o di coalizione, ma dovrà essere lasciata piena libertà di coscienza ai singoli parlamentari. Una prospettiva questa tuttavia che preoccupa Renzi, timoroso di non poter gestire il Pd, dove le componenti cattoliche sembrano orientate come l’Ncd sulla libertà di coscienza e contro qualsiasi tentativo di imporre una disciplina di partito. 


Una libertà di coscienza che comunque equivarrebbe ad un voto contrario, ad una bocciatura della legge, motivo per cui il premier starebbe tentando a tutti i costi una mediazione utile a scongiurare proprio l’esigenza del ricorso alla libertà di coscienza. Il fatto è che le richieste dell’Ncd, se accolte, renderebbero nullo il disegno di legge Cirinnà dal momento che escludono il riconoscimento delle unioni gay, la possibilità di adottare figli per le coppie di fatto, ma anche l’ipotesi per il convivente che sopravvive di ottenere la pensione di reversibilità del compagno. Tutte tematiche queste che sono invece al centro delle battaglie del mondo laico, forte degli inviti giunti dall’Europa a regolarizzare i diritti dei conviventi. 


Il ddl Cirinnà non contempla la possibilità delle adozioni per le coppie non sposate, tuttavia quelli dell’Ncd temono che una volta uniformato l’ordinamento italiano con le normative europee e quindi equiparate di fatto le unioni civili ai matrimoni, qualsiasi coppia desiderosa di adottare un figlio, potrebbe rivolgersi alla Corte di Giustizia europea e vedersi automaticamente riconosciuto questo diritto. Ecco perché da una parte si invoca la libertà di coscienza e dall’altra invece si punta a raggiungere un compromesso che possa consentire la tenuta della maggioranza di governo. 


Naturalmente sullo sfondo resta il delicato e controverso rapporto in corso fra l’esecutivo Renzi e la Conferenza Episcopale italiana. Un rapporto quello con i vescovi fino ad oggi garantito proprio dalla presenza di Area Popolare, Ncd e Udc, considerati gli interlocutori privilegiati della Cei. 

Controverso e conflittuale invece è apparso il rapporto fra i vescovi e Renzi, guardato con sospetto e diffidenza dalla Chiesa italiana proprio per le sue particolari attenzioni ai temi etici e per una spiccata sensibilità per i diritti civili. 
Alfano e Casini non possono permettersi di incrinare l’asse con la Cei, rafforzato grazie alla permanenza al vertice fino al 2017 dell’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco da sempre vicino al centrodestra ma soprattutto grande fautore dell’unità politica dei cattolici. 

Chi, invece, ormai da tempo ha perso il legame un tempo privilegiato con la Cei è Silvio Berlusconi, che poteva godere dell’appoggio dei vescovi quando a guidarli c’era il cardinale Camillo Ruini contrario all’idea del partito unico dei cattolici, ma convinto che soltanto con il centrodestra, libero da condizionamenti laicisti invece molto preponderanti nel centrosinistra, fosse possibile ottenere la difesa dei valori non negoziabili (posizione questa contestata tuttavia dai vescovi progressisti, Martini e Tettamanzi su tutti). 


Con Bagnasco, invece, il rapporto si è spostato sempre di più verso l’Udc, fino alla rottura definitiva con il berlusconismo in seguito alla vicenda delle “Olgettine”. Oggi proprio Forza Italia, laicizzata in seguito alla svolta impressa al partito da Francesca Pascale che ha introdotto ad Arcore Vladimir Luxuria e le organizzazioni gay, potrebbe giocare un ruolo decisivo nell’approvazione della contestata legge sui diritti civili. Un asse Renzi-Pascale insomma sarebbe tutt’altro che fantapolitica.


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