Missione Exomars pronta al gran lancio su Marte: le tre italiane "a bordo"

11 marzo 2016 ore 10:27, Americo Mascarucci
Sono  Francesca Esposito, Maria Cristina De Sanctis entrambe dell'Inaf e Francesca Ferri del Centro di Ateneo di Studi e Attività Spaziali "Giuseppe Colombo di Padova le tre italiane protagoniste della missione europea ExoMars dell'Esa.

Le tre ricercatrici sono Principal Investigator  (supervisori) di tre diversi strumenti che partiranno, in diversi momenti, a bordo della sonda che ha come destinazione Marte. 
Francesca Esposito  43 anni, partenopea, lavora presso l’Osservatorio Astronomico Inaf di Capodimonte,  Maria Cristina De Sanctis è impiegata presso l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf di Roma. Sono rispettivamente supervisori di Dreams e Ma-Miss, mentre Francesca Ferri è responsabile dello strumento Amelia.
Come riporta Il Messaggero dovranno occuparsi della supervisione dei seguenti strumenti:
LO STRUMENTO DREAMS ossia una piccola stazione meteorologica  a bordo del lander Schiaparelli, che misurerà le condizioni atmosferiche dell'area dell'atterraggio. Ha l'incarico di misurare temperatura, umidità, pressione, opacità della polvere, velocità e direzione del vento. Potrà anche eseguire misurazioni di una serie di proprietà elettriche dell’atmosfera marziana che fino ad ora non sono mai state ottenute.

Missione Exomars pronta al gran lancio su Marte: le tre italiane 'a bordo'
LO STRUMENTO MA-MISS entrerà in azione nella seconda fase della missione. Troverà posto a bordo della sonda a corredo del rover che esplorerà Marte a partire dal 2018. E' stato realizzato con il supporto dell’Asi, Agenzia Spaziale Italiana. Non è altri che uno spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del trapano  di due metri di lunghezza (Drill), che consentirà di analizzare la conformazione della superficie interna del pianeta rosso.
Oltre a Dreams e Ma-Miss, la missione avrà altri contributi italiani come Amelia (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analylsis), che ha il compito di analizzare l’atmosfera marziana impiegando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli sulla superficie marziana (supervisore Francesca Ferri del Cisas- Università di Padova) e Inrri (Instrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations) realizzato con la supervisione scientifica di Simone Dell’Agnello, fisico dei Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) dell’INFN. E' un microriflettore laser dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. 

La partenza della prima fase della missione ExoMars è prevista per il 14 marzo da Baikonur, mentre la seconda parte della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dell'agenzia spaziale russa Roscosmos porterà nel 2018 un veicolo che si sposterà sul pianeta rosso a caccia di vita. La missione ha un costo complessivo di 1,3 miliardi, l'Italia è protagonista indiscutibile.
 "Con questa missione andrà su Marte tanta tecnologia italiana", ha detto il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Stefania Giannini, intervenendo all'inaugurazione dell'installazione dedicata alla missione e realizzata a Piazza del Popolo dai protagonisti italiani di ExoMars: Agenzia Spaziale Italiana (Asi) in collaborazione con Thales Alenia Space Italia, Finmeccanica e Telespazio. In una struttura nera, su un lato della piazza, spicca il modello del lander Schiaparelli, che dovrà dimostrare la capacità europea di posarsi sul suolo di Marte. Qui la mattina del 14 marzo si potrà assistere alla trasmissione in diretta del lancio della prima fase della missione ExoMars.

"Stiamo lavorando a un sogno", ha rilevato il presidente dell'Asi Roberto Battiston, ma un sogno "dalle ricadute importantissime". La prima fase di ExoMars prevede il lancio di un veicolo che per sette anni sarà nell'orbita di Marte per raccogliere dati scientifici e consentire le comunicazioni con il piccolo veicolo dimostrativo che in ottobre toccherà il suolo marziano e, dal 2018, con il rover che perforerà il suolo del pianeta cercando tracce di vita, passata o forse sopravvissuta alle radiazioni e all'impossibile ambiente marziano. 
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