Caso Malerba, l'inflessibile grillino non esiste? "Con le mani nel sacco" in palestra

11 marzo 2016 ore 10:33, Americo Mascarucci
Ha destato grande scalpore la notizia dell’arresto in flagranza di reato di Angelo Malerba, consigliere e capogruppo del MoVimento 5 Stelle ad Alessandria beccato dai carabinieri a rubare in una palestra della città. 
Secondo una ricostruzione interna al M5S, il consigliere sarebbe accusato di furto. 
Avrebbe forzato un armadietto all'interno di una palestra che frequentava e avrebbe sottratto del denaro da un portafogli che era custodito nello stesso armadietto. Nel 2012 Malerba era stato candidato sindaco di Alessandria per i grillini e ricopriva, sino ad oggi, il ruolo di capogruppo. 
Ora il quarantaduenne, consulente assicurativo, si trova agli arresti domiciliari e sarà processato per direttissima.
 Il Movimento 5 Stelle su Facebook ha così motivato la decisione dell'espulsione: "In attesa di maggiori sviluppi il consigliere Angelo Malerba è espulso dal M5S e se ne chiedono le immediate dimissioni. Siamo umanamente addolorati ma il M5S è questo. Da noi anche chi ruba in un armadietto di una palestra va a casa. Pensate se tutti si comportassero come noi. L'onestà tornerà di moda".

Caso Malerba, l'inflessibile grillino non esiste? 'Con le mani nel sacco' in palestra
"Non ricorda nulla, è stressato, sotto choc – ha dichiarato il suo legale Massimo Martinelli a La Stampa - Per quanto ne sappiamo oggi, e conoscendolo, è una vicenda che appare inverosimile, a meno di non ipotizzare un disturbo mentale improvviso"
Gli avversari non sembrano più di tanto interessati ad infierire. "L'arresto del capogruppo M5S al Comune di Alessandria dimostra, caso mai ce ne fosse stato bisogno, che in ogni cesto di mele ci può essere una mela marcia ma non per questo lo sono tutte" scrive in una nota il senatore Pd alessandrino Federico Fornaro che aggiunge: "Nessuno è immune a priori - aggiunge l'esponente Pd -. Non oso pensare cosa avrebbe scatenato la galassia di siti e blog legati alla macchina di propaganda guidata da Casaleggio se un identico episodio avesse riguardato un esponente del Pd".
"L'episodio in questione non risulta in alcun modo collegabile alla politica. Si tratta di una vicenda di tipo personale, che come tale non attiene alla sfera pubblica e su cui, pertanto, non si deve speculare". Ne è convinto Piercarlo Fabbio, ex sindaco di Alessandria e presidente del Gruppo Pdl-Fi in Consiglio comunale.
Più dura invece, il sindaco Pd Rita Rossa: "È un fatto molto triste, ne paga le conseguenze la credibilità delle istituzioni: bisogna stare attenti a ergersi a moralizzatori, a dare giudizi e poi non avere un comportamento coerente".

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