Caso Varani, Meluzzi: "Le dinamiche psicologiche del sesso a buio. Senza argini e Dio società cannibale"

11 marzo 2016 ore 12:15, Andrea De Angelis
Il caso Varani continua a monopolizzare la cronaca nera e ogni giorno si aggiungono particolari importanti. Il sesso, sia chiaro, è l'argomento più dibattuto. IntelligoNews ne ha parlato con lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi...

Sembra che uno dei presunti assassini utilizzasse il social Grindr, applicazione rivolta a un target maschile gay e bisessuale, il cui scopo è quello di mettere in contatto immediato l'utente con persone che si trovano nelle vicinanze. Qual è il rapporto tra web e sesso?
"La rete più che causa è conseguenza di una dinamica che nel mondo gay e non gay fa parte di un repertorio ben conosciuto. Nelle dark room newyorkesi degli anni '70 non c'era il web, ma esisteva lo stesso la possibilità di avere rapporti sessuali con decine di persone. La promiscuità non è una conseguenza del web, diciamo che una delle possibili fruizioni ha a che vedere con la tendenza di alcune persone ad avere comportamenti sessuali promiscui". 

Che tipi di comportamenti sono?
"Come tutti i comportamenti compulsivi e come tutte le dipendenze tendono ad amplificarsi e riprodursi. Cioè per poter cessare di essere promiscui ci vogliono spesso terapie specifiche che a volte hanno riguardato anche personaggi famosi, basti pensare all'attore Michael Douglas che ha confessato ai media di avere dovuto richiedere il ricovero in una clinica specializzata per la cura della dipendenza sessuale. Non si trattava di un omosessuale, ma di un eterosessuale". 

La rete facilita però gli incontri.
"Il web sicuramente rende facile e possibile la promiscuità, questo è fuori dubbio". 

Qual è il rapporto tra promiscuità e violenza?
"Il dipendente dalla sessualità è qualcuno che innalza la barra del piacere. Entrando in una logica di spostamenti progressivi del piacere si ha bisogno di sempre più adrenalina, di stimoli e situazioni estreme per poter provare la stessa emozione. Questo fa sì che ci sia quello che è chiamato comportamento regolato in tendenza. Il che potrebbe rendere ragione del passaggio dalla promiscuità occasionale a quella sistematica e si passa alla ricerca di situazioni emozionali che entrano in un tipo di repertorio molto più pericoloso di quello sessuale". 

Sembra che uno degli assassini amasse definirsi bipolare. 
"Vuol dire che aveva un'alternanza tra fasi depressive e fasi euforiche. Certamente in questa fase si trovava in una fase disforica, cioè non di pura euforia perché l'euforico di per sé non diventa violento. L'euforico con delle componenti distruttive può diventare disforico, cioè aggressivo e violento. In questa situazione insieme alla malinconia c'era anche una tendenza all'uso della violenza". 

Tornando alle cause, perché qui non stiamo parlando di minori bensì di adulti, quanto il rapporto conflittuale con i genitori può aver avuto un peso?
"Nella vita è un qualcosa di fisiologico, ma credo che la mancanza di freni inibitori possa avere un ruolo. Un qualcosa che si acquisisce nei rapporti genitoriali, ma non solo. Contano le rappresentazioni mentali, i valori dominanti, i rapporti complessivi con la società. Certamente la nostra società ha confini molto nebulosi e indefiniti, una società liquida con una situazione direi oscura e ombrosa delle rappresentazioni mentali. Non ci sono argini certi". 

Tornando al web, il rischio di essere adescati, di promesse di piacere sessuale più o meno illimitate quanto è reale oggi? Il sesso facile viene affrontato con troppa leggerezza?
"Gli incontri al buio con sconosciuti sono sempre molto pericolosi, non li consiglierei a nessuno. Sia ai minorenni che ai maggiorenni. Bisognerebbe passare ad incontri in piena luce, situazioni in cui le persone hanno occasione per conoscersi, per incontrarsi e per amarsi anche in una dimensione della vita che includa la dimensione del sacro. Perché un mondo in cui Dio non c'è più, è morto, è stato ucciso è un mondo in cui ognuno aspira a farsi Dio. Quindi a sperimentare delle situazioni di onnipotenza, di uso dell'altro cessando di essere un fine l'altro tende a diventare soltanto un mezzo. Quando accade questo l'altro essere umano possiamo mangiarcelo come fossimo cannibali". 


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