D'Alema, Ferrero: "Caro Massimo basta con il centrosinistra. Serve forza antiliberista"

11 marzo 2016 ore 15:38, Andrea De Angelis
In un'intervista al Corriere della Sera, Massimo D'Alema dice la sua sugli ultimi eventi che hanno scosso il partito, definendo "arrogante e autoreferenziale" la classe renziana alla testa del Pd e non escludendo che dal malessere della sinistra possa nascere una forza nuova. IntelligoNews ne ha parlato con Paolo Ferrero...

Le frecciatine di D'Alema al Pd di Renzi non sono una novità, ma la creazione di una forza di centrosinistra alternativa al Partito Democratico con dentro anche D'Alema quanto la attrae?
"Secondo me D'Alema fa innanzitutto una critica frontale a Renzi dicendogli che sta costruendo il Partito della Nazione e che i voti che prende da destra sono di meno di quelli che perde da sinistra. Un'analisi che condivido totalmente. Poi D'Alema in realtà dice che il problema è rifare il centrosinistra, dunque non solo un partito, ma una rete di relazioni e su questo invece io penso che l'obiettivo sia sbagliato". 

Perché?
"Il centrosinistra ha già fallito, se l'Europa oggi è in questo stato lo deve al centrosinistra italiano e agli altri partiti socialisti europei. Lo sbocco non è ricostruire quello che c'era prima, il punto è costruire una sinistra di alternativa e dunque antiliberista". 

Una sinistra alternativa e antiliberista è una sinistra che ha i numeri anche per diventare forza di Governo autonoma dal Pd?
"Penso che lo debba essere. Il Pd è liberista, il centrosinistra lo era. D'Alema quando ha governato ha fatto un piano di privatizzazioni bestiali. La costruzione di una sinistra antiliberista deve essere obbligatoriamente autonoma e alternativa al Pd e ai partiti socialisti europei. Il problema non è solo l'Italia, ma tutto il continente". 

D'Alema, Ferrero: 'Caro Massimo basta con il centrosinistra. Serve forza antiliberista'
In una nostra intervista Alessandra Moretti ha parlato di una sinistra al 3%. Come risponde?
"Il nodo è riuscire a costruire una sinistra popolare che non sia semplicemente la somma delle forze politiche che oggi ci sono. Bisogna fare una operazione larga che riprenda i valori della giustizia, della libertà e della democrazia. Soprattutto della giustizia sociale. Un terreno che ha uno spazio decisamente più ampio del 3%, la maggioranza della popolazione italiana vorrebbe un Paese con la patrimoniale sulle grandi ricchezze, con pensioni a sessant'anni e posti di lavoro per i giovani. La sinistra antiliberista non è la riedizione del passato, ma una proposta chiara che dica come da una simile crisi, che è una crisi di guerra, non se ne può uscire con le stesse ricette che hanno portato ad essa". 

In un'ottica di frattura da Renzi, quali sono i tempi? L'obiettivo è di avere una forma precisa come forza politica nuova già prima del referendum? Lo stesso premier gli ha dato un valore politico.
"Evidentemente no. Credo che ci siano dei passaggi, già alle amministrative si tratta di cominciare ad avere aggregazioni chiare di sinistra alternative al Pd e su questo stiamo lavorando. Poi certo ci sarà il referendum e spero che il popolo italiano dica chiaramente che non è disponibile a farsi demolire la Costituzione. Un tema che va oltre il tema della sinistra perché c'è molta gente in Italia che vuole difendere la Costituzione anche se magari non la pensa come me sulla politica economica". 

Le chiedevo del referendum perché se davvero Renzi dovesse lasciare il giorno dopo una possibile sconfitta si andrebbe al voto e in quel caso dovreste essere pronti. 
"Noi stiamo lavorando, ma quella di Renzi mi sembra una boutade. A Renzi direi 'Matteo, stai sereno', so che Renzi guarda alla poltrona...".



caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]