Gazebarie "avariate" per Bertolaso, sempre più solo: "Pronto a passo indietro"

11 marzo 2016 ore 16:43, intelligo
Gazebarie "avariate" per Guido Bertolaso. Il candidato a sindaco di Roma del centrodestra non si fida del centrodestra cammellato. Dopo la bocciatura di Matteo Salvini, che è ai ferri corti con Silvio Berlusconi e i forzisti (oltre che con Giorgia Meloni) e la mossa anti-gazebarie di Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, coordinatore di Noi con Salvini Roma, lo mostra sempre più solo. Anche se è un combattente, la sua storia alla Protezione civile lo racconta, Bertolaso stavolta cede al pessimismo e “se a questa consultazione popolare ci sarà una scarsa affluenza o se vincesse il no sarei disposto a fare un passo indietro”: promette. Ma non molla la presa con Salvini: "E un milanese, cosa c'entra con Roma? Il nome di Bertolaso sulla scheda, se ci sarà, sarà per la prima volta da tecnico e romano di Roma, mentre tutti gli altri i romani li hanno già letti".
Comunque non chiude alla prospettiva di rimanere saldo in campo: "Vediamo che succede domani e dopodomani. La sinistra ha messo tre mesi per preparare le sue primarie, la Lega i tavoli li ha fatti in tre settimane, noi ci abbiamo messo tre giorni, rischiamo una carenza di informazione mandiamo prova di essere capaci in tre giorni di organizzare le nostre consultazioni. Abbiamo chiesto a tutti i partiti di centrodestra di essere presenti non solo ai gazebo ma anche e sopratutto quando apriremo le urne per vedere i risultati, perchè siamo gli unici a fare le cose trasparenti, gli altri li hanno fatto in casa loro".

Ma proprio a IntelligoNews Storace aveva parlato del "limite di una coalizione che deve offrire ai propri elettori solo candidati con il pedigree a sinistra" riferendosi a Marchini ovviamente, ma anche forte del caos sull'ex capo della Protezione civile che gli risponde calando l'asso "vecchia faccia": "Storace non ne parliamo, quello è abbonato alle campagne elettorali”. 
Infatti il punto è proprio la confusione che potrebbe regnare sovrana facendo scaturire l'effetto 'secondarie' sulle "primarie alla buona" del cdx. E un'affluenza “10mila persone vere sarebbe meglio di 15mila taroccate, ma forse 5mila sarebbero un po’ poche" ammette Bertolaso.  
Il pericolo per lui arriverebbe dalle “truppe cammellate” messe in campo contro la sua candidatura avverte Storace: “Qual è l’interesse a mandare qualcuno a votare no? Non c’è. Quando il centrodestra è così diviso, spappolato, non mi interessa. Se le mandano da soli le truppe cammellate” ha ammesso anche con un po' di ingenuità svelando il limite dello strumento primarie, che appare sempre meno democratico dopo il caso Bassolino e Valente.
Infatti Antonio Bassolino potrebbe correre alle amministrative con una propria lista e con altre aggregate. 
E’ l’ipotesi che ha iniziato a circolare con insistenza nelle ultime ore dopo che la Commissione di Garanzia del Partito Democratico ha bocciato il ricorso contro le primarie di domenica per vizi di forma. Sarebbe stato infatti presentato oltre i termini previsti dal regolamento anche se dalla Commissione ci tengono a precisare che comunque non ci sarebbero stati i presupposti per annullare le primarie nei seggi incriminati, quelli cioè dove si sarebbe verificata la consegna dei soldi agli elettori da parte, pare, di amministratori vicini alla vincitrice Valeria Valente. 



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