Inps: +469 mila assunzioni “stabili”, ma alla quantità non corrisponde la qualità

11 novembre 2015 ore 9:23, Luca Lippi
Inps: +469 mila assunzioni “stabili”, ma alla quantità non corrisponde la qualità
Fonte Inps (Osservatorio sul Precariato): da gennaio a settembre il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato è aumentato di ben 340.323 unità (da 990.641 a 1.330.964), con un progresso percentuale del 34,4%. Il saldo positivo è aumentato ulteriormente a settembre di circa 41mila unità. Crescono anche le assunzioni con contratti a termine (+19.119) mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-32.991). Le “trasformazioni degli apprendisti sono state 371.152 e le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato (+25.889), da qui la variazione netta dei contratti a tempo “indeterminato” segna +469.393 (stesso periodo del 2014 +98.046).

Rapporti stabili: sul totale dei rapporti di lavoro, i rapporti cosiddetti stabili incidono per il 38,1% (stesso periodo del 2014 era 32%). Nella fascia di età fino 29 anni, l'incidenza dei rapporti di lavoro "stabili" sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,4% del 2014 al 31,3% del 2015.

Saldo assunzioni/cessazioni: L'Osservatorio Inps rimarca come il saldo tra le assunzioni e le cessazioni per i primi nove mesi del 2015 sfiora le 600mila posizioni; rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il miglioramento è prossimo alle 300mila unità (nei primi 9 mesi 2014 erano 310.595 unità). 

Variazioni per regione: in Friuli-Venezia Giulia (+82,0%), in Umbria (+59,6%), in Piemonte (+54,4%), nelle Marche (+52,8%), in Emilia-Romagna (+50,1%), in Trentino-Alto-Adige (+48,7%), in Veneto (+47,8%), in Liguria (+46,0%), nel Lazio (+41,1%), in Lombardia (+39,0%), in Basilicata (+35,9%), in Sardegna (+35,4%) e in Toscana (+34,9%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+10,8%), Puglia (+15,8%) e Calabria (+17,1%).

Poi andremo ad analizzare quello che il tasso di disoccupazione non dice falsando ogni risultato statistico (senza dolo ovviamente). intanto è utile segnalare che a fronte di un aumento (comunque opinabile) di posti di lavoro stabili non si segnala il crollo del reddito disponibile per queste "nuove" azioni, il dato quantitativo andrebbe paragonato anche a quello qualitativo, il reddito disponibile lordo medio per i "nuovi" contratti è di 20mila euro (pochino)!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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